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Quando il trasporto termina in tavola

31 ottobre 2018

Per la prima volta, grazie al talk show “Il trasporto di vino e olio, tra eccellenza, tracciabilità e sostenibilità” il mondo della logistica entra al Festival della Gastronomia di Roma. Un’occasione di confronto in merito alle normative relative al trasporto di questi prodotti alimentari

Anche quest’anno a Roma dal 27 al 30 ottobre si è tenuto il Festival della Gastronomia, che ha ospitato importanti ospiti, contest, talk show relativi al mondo dell’Enogastronomia, Ristorazione, Turismo.

E quest’anno il mondo della Logistica e dei Trasporti entra - per la prima volta - da protagonista all’interno del Festival, grazie all’evento “Il trasporto di vino e olio, tra eccellenza, tracciabilità e sostenibilità” organizzato da Brigata, blog di sala e non solo.

Il talk show ha rappresentato non solo un’occasione di conoscenza e confronto, ma anche un appello alle istituzioni per intervenire sulle normative del trasporto che, attualmente, presentano delle “zone grigie”.

All’evento erano presenti: Valoritalia, ente certificatore italiano delle denominazioni DOC, DOCG, IGT e BIO; ANITA, Transfrigoroute Italia, Associazione trasportatori e operatori trasporto prodotti a temperatura Controllata; OITA Italia, Osservatorio Interdisciplinare Trasporto Alimenti; Vinarius, Associazione delle Enoteche italiane; Gruppo Torello, azienda di trasporti e logistica; Scania.

In merito alla necessità di trovare delle soluzioni viabili circa le normative relative al trasporto, Clara Ricozzi, presidente OITA Italia, è intervenuta illustrando una serie di studi scientifici relativi al rischio di alterazione del prodotto durante il trasporto, sottolineando la necessità di definire delle linee guida minime per quello che concerne le temperature, il livello di vibrazioni e la modalità di maneggio delle confezioni. «Olio e vino sono liquidi alimentari sensibili alle condizioni ambientali (temperatura e vibrazioni), che influiscono sulla loro conservazione e sul mantenimento delle caratteristiche organolettiche e nutrizionali originarie – ha spiegato Ricozzi – Queste condizioni alteranti possono verificarsi nella fase del trasporto. Non esistono però normative specifiche che regolino questa fase. Anche la denominazione in etichetta, per esempio per l’olio “conservare al riparo della luce e lontano da fonti di calore”, è facoltativa. L’attenzione è sulle modalità di imballo da parte dei trasportatori, si concentra sull’integrità del contenitore, ma non sul contenuto. Eppure, l’alterazione di olio e vino provoca un’alterazione qualitativa, anche se non si tratta di un degrado che porta conseguenze sanitarie come avviene per molti altri prodotti alimentari per i quali invece il trasporto è normato».

Questo aspetto è stato confermato anche da Umberto Torello, presidente della sezione trasporti alimentari ANITA e presidente Transfrigoroute «Il vino e l’olio rappresentano il 25% delle esportazioni italiane verso l’estero, dovrebbero viaggiare intorno ai 12°C, ma non sono inseriti nella normativa del trasporto a temperatura controllata, quindi l’indicazione è la temperatura ambiente. Questo significa che, in base alla stagione e al tragitto, all’esterno possiamo avere da zero a 40°C, con sbalzi tali da vanificare completamente tutto quel valore aggiunto che rende i nostri prodotti delle eccellenze nel mondo. Il settore dell’enogastronomia, anche per quanto riguarda la fase di trasporto, ha bisogno di partner responsabili, non di semplici fornitori».

L’appello alla necessità di nuove normative in merito alla logistica del trasporto è stato confermato anche dagli altri ospiti, come Antonio Torello, Chief Transport Officier del Gruppo Torello, Elisa Casagrande, responsabile relazioni esterne e stampa Italscania, che hanno sottolineato l’esigenza di un lavoro di rete, essendo delle esigenze condivise da tutti.

Liberatore, portavoce per Valoritalia, ha, infine, concluso la giornata con un appello ai ministeri competenti «Si fanno tanti sforzi per salvaguardare i prodotti e poi non possiamo dire che non abbiamo una legislazione sul loro trasporto e che non ci sono garanzie su quelli che sono gli elementi fondamentali. Sappiamo perfettamente quali possono essere le criticità che determinano un deterioramento quasi immediato delle proprietà e quindi della qualità di vino e olio […]. Se alla fine tutto questo non viene confermato e la fase del trasporto è uno degli elementi critici, è evidente il problema. Abbiamo un panorama a 360 gradi nel quale potremo sicuramente lavorare insieme».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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