UFFICIO TRAFFICO

Sospeso il fermo delle bisarche

29 marzo 2012
Il fermo di Bisarche Italiane che andava avanti da sei settimane, procurando seri disagi all’interno comparto automotive, è ufficialmente sospeso. Maurizio Longo, segretario di TrasportoUnito, associazione cui aderisce Bisarche Italiane, ha dichiarato che la decisione di sospendere la protesta è avvenuta «per verificare gli impegni sottoscritti dalla committenza». Più precisamente entro i prossimi due mesi dovrà essere ristrutturato il settore, dovranno essere resi applicabili i costi minimi (con apposita tabella da parte dell’Osservatorio) e dovranno essere verificate tutte le condizioni contrattuali cui sono sottoposti i sub vettori.
In pratica quelle che erano le richieste di questo mese e mezzo di fermo, al quale adesso si aggiungono altri due mesi per verificarne la soddisfazione. Qualcosa di più di un generico impegno che qualcosa cambierà. Poco, se valutato in relazione ai tanti giorni di protesta.
Forse, però, sull’associazione erano piovute pressioni da più parti. Innanzi tutto dal versante dell’ordine pubblico, visti pure gli scontri dei giorni scorsi al porto di Salerno, per i quali erano stati arrestati due trasportatori (padre e figlio), e visto pure l’incidente avvenuto ieri sulla Napoli-Salerno, che ha visto l’investimento di un automobilista, investito da una bisarca diretta al porto commerciale di Salerno, dopo aver parcheggiato l’auto al lato della carreggiata.
Inoltre c’erano state le tante accorate richieste di Anfia e Unrae, le due associazioni che raggruppano le case dell’automotive, denunciando danni incalcolabili a un settore già piegato dalla crisi.
Infine, c’era stata la presa di posizione del governo – in pratica, la prima – che per bocca del sottosegretario Guido Improta aveva espresso apprezzamento per il «tentativo che le imprese stanno compiendo in queste ore per pervenire nel breve periodo ad una soluzione condivisa e sostenibile» e aveva sollecitato «il ripristino immediato delle normali attività, anche al fine di tutelare gli interessi pubblici e la valenza economica dell’industria automobilistica».
Poi, come d’incanto, il fermo è stato sospeso…

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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