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Addio alle multe: su quelle "vecchie" fino a 1.000 euro lo Stato ci mette una pietra sopra

10 gennaio 2019

Avete qualche multa o, come si dice più correttamente, sanzione amministrativa rimasta non pagata da ormai qualche anno? Bene, è giunto il tempo di metterci una pietra sopra, sempre che l’importo della multa non superasse i 1.000 euro. È quanto prevede il Decreto Legge n. 119/2018 (convertito dalla Legge 136/2018) con cui vengono automaticamente annullati, alla data del 31 dicembre 2018i debiti residui fino a mille euro relativi ai carichi dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2010. Ciò significa che per i debiti non pagati verso l'amministrazione (quindi, per le multe, ma non solo) relativi a questo lasso di tempo, non è nemmeno necessario presentare una domanda specifica, ma vengono annullati in maniera automatica o, come dice l’articolo 4 del decreto, “stralciati”, sempre che siano inferiori a 1.000 euro. L’interessato potrà al limite verificare l’annullamento, che sarebbe dovuto avvenire il 31 dicembre scorso, accedendo all’area riservata sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

Per comprendere se questa somma non sia effettivamente superata, anche considerando gli interessi e le sanzioni, c’è una data precisa, quella del 24 ottobre 2018, il giorno in cui il decreto è entrato in vigore. Le eventuali somme versate prima del 24 ottobre 2018 (data dell’entrata in vigore del Decreto Legge n. 119/2018) restano definitivamente acquisite, mentre gli importi versati dopo il 24 ottobre sono imputati in ordine:

  • ai debiti residui eventualmente inclusi nella definizione agevolata prima del versamento;
  • a debiti scaduti o in scadenza;

In assenza di debiti, gli importi versati dopo il 24 ottobre, saranno rimborsati al contribuente.

Il Decreto Legge specifica che lo stralcio fino a mille euro non si applica per alcune tipologie di debiti relativi a carichi affidati all’Agente della riscossione. In particolare:

  • debiti relativi alle “risorse proprie tradizionali” dell’Unione Europea e all’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
  • debiti derivanti dal recupero degli aiuti di Stato considerati illegittimi dall’Unione Europea ovvero da condanne pronunciate dalla Corte dei conti;
  • multe, ammende e sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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