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Maledetta primavera. I consigli pratici di prevenzione

6 aprile 2012

Naso che cola, occhi gonfi e arrossati che lacrimano, starnuti a ripetizione, a volte difficoltà di respirazione fino a vere e proprie crisi d’asma: il risveglio della natura può essere un incubo per chi soffre di allergia ai pollini, un problema che in Italia riguarda circa il 15 per cento della popolazione ed è in progressivo aumento complice la concomitanza di polveri e inquinanti atmosferici.
L’allergia è l’espressione di una risposta esagerata del sistema immunitario di fronte a sostanze innocue presenti nell’ambiente chiamate “allergeni” (pollini, polvere, spore, muffe, epiteli di animali, acari, alcuni cibi, ecc.) erroneamente riconosciute come estranee e nocive. Gli allergeni più comuni sono proprio i pollini, piccole particelle rilasciate nell’aria dalle piante e che, trasportate dal vento, entrano in contatto con l’organismo attraverso le vie respiratorie.
Tra le tante specie vegetali incriminate vi sono soprattutto le graminacee (responsabili di più del 50 per cento delle riniti allergiche), la parietaria, la betulla e l’olivo. La migliore lotta contro l’allergia è cercare di evitare il contatto con gli allergeni. Purtroppo però, evitare i pollini è molto complicato, a meno che non si resti in casa con le finestre chiuse per lunghi periodi. In base all’area geografica, infatti, la stagione dei pollini, che di solito inizia a metà gennaio, può durare diversi mesi anche se la frequenza e l’intensità delle manifestazioni cliniche risente della flora ambientale (arredo urbano incluso) e delle condizioni climatiche (temperatura, umidità, vento e precipitazioni) che possono modificare la comparsa e la concentrazione dei pollini nell’aria e la reazione dell’organismo.
Per chi è al volante, le allergie di primavera, oltre a essere fastidiose, possono pregiudicare la sicurezza stradale. Secondo uno studio condotto qualche anno fa dall’Automobil Club tedesco (Avd), nel periodo primaverile il rischio di incidenti aumenta fino al 30 per cento anche per colpa dei pollini. Starnutire mentre si guida a una velocità di 100 km orari rende “ciechi” per ben 30 metri, e poi il naso prude, bisogna cercare i fazzoletti, soffiarsi il naso... tutte possibili fonti di distrazione.
Altrettanto pericolosi possono essere i farmaci antiallergici – in particolare quelli di vecchia generazione – poiché inducono sonnolenza e talvolta confusione. Accanto ai nuovi antistaminici, più efficaci e sicuri, una possibile soluzione consiste nel tenere i finestrini chiusi e nel prestare attenzione al buon funzionamento dei dispositivi di aerazione del proprio veicolo. In modo particolare, inserendo nel circuito di aerazione appositi filtri “antipolline” che andrebbero tenuti sempre puliti e regolarmente sostituiti.
Buon viaggio!

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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