UFFICIO TRAFFICO

Teramo: denunciate due officine che alteravano tachigrafi. E l'indagine continua sui clienti

10 marzo 2019

Se c’è una domanda da qualche parte ci sarà pure un’offerta. E se in effetti sulla strada la polizia stradale trova tanti camion con tachigrafi manomessi con il montaggio di dispositivi elettronici che di fatto ne alterano il funzionamento, ci sarà pure qualche officina che si presta a fare questi lavori. Così, partendo da questa considerazione, vale a dire dopo aver fermato diversi veicoli con tachigrafi taroccati, la squadra di polizia giudiziaria della Stradale di Teramo ha svolto lunghe indagini tra le officine che installano e revisionano i tachigrafi, fino a scoprirne due, situate lungo la costa della provincia abruzzese, che montavano proprio i dispositivi per impedire le normali registrazioni dei tachigrafi a bordo dei veicoli pesanti. E trovate le prove dell’attività hanno denunciato i due titolari delle officine, accusati del reato previsto dall’art. 437 del codice penale, quello cioè che punisce con una reclusione da sei mesi a cinque anni «chiunque omette di collocare impianti, apparecchi o segnali destinati a prevenire infortuni sul lavoro» o, come nel caso in questione «li rimuove o li danneggia». E i tachigrafi digitali sarebbero, appunto, apparecchi finalizzati a evitare incidenti sul lavoro.

Ma alla polizia di Teramo avvertono che l’indagine non è conclusa e che la denuncia dei due titolari di officina è soltanto il primo passo, perché c’è ancora da verificare per chi queste officine lavorassero. Vale a dire, ribaltando i termini, se c’era un’offerta di alterazione dei tachigrafi ci sarà stata anche una domanda. Nei prossimi giorni scopriremo quali aziende e quali trasportatori la esprimevano.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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