LEGGI E POLITICA

La Svizzera chiede una "stretta" sulla qualità sui mezzi pesanti in transito

14 marzo 2019

«Mentre le nostre aziende di autotrasporto rispettano alla lettera le indicazioni e le normative di sicurezza, sia in tema di manutenzione dei mezzi, sia di formazione del personale ai quali li affida, ogni giorno, ogni ora centinaia di mezzi con targhe estere e sempre più spesso guidati da autisti dell’Europa orientale o anche extra comunitari, calcano l’asfalto delle nostre autostrade».

È con queste parole che Adriano Alessio Sala, presidente della Sezione ticinese dell’Associazione dell’autotrasporto svizzero ASTAG, manifesta la sua preoccupazione in merito ai milleottocento camion con targa estera che, quotidianamente, circolano in Canton Ticino chiedendo maggiori verifiche sull’efficienza dei mezzi e sulla capacità di chi li guida.

Secondo Sala, fatta eccezione dell’emergenza neve, nessuno si pone dei dubbi in merito alla regolarità dei mezzi esteri provenienti dall’Italia o dall’oltre Gottardo e diretti verso Sud, transitano sulle strade e autostrade del Canton Ticino.

«Le nostre forze di polizia – continua Sala – fanno il possibile e anche l’impossibile per controllare, fermare, sanzionare chi mette a rischio la vita umana sulle nostre strade. Ma non è sufficiente».

Secondo il presidente la soluzione al problema deve essere pensata a livello non solo nazionale, così da poter garantire una sicurezza globale più efficace e duratura «È venuto il momento di alzare l’asticella della sicurezza e definire nuovi schemi normativi, anche attraverso accordi internazionali, e operativi per impedire che il tema transiti diventi fuori controllo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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