LOGISTICA

Il Porto di Trieste intensifica i traffici ferroviari verso Est

22 marzo 2019

Rafforzare i collegamenti tra il nodo logistico del Porto di Trieste, strategico per il Friuli Venezia Giulia e l’intero Nordest, e la rete ferroviaria europea, promuovendo lo sviluppo dei servizi intermodali in particolare tra lo scalo giuliano e i terminal marittimi e terrestri del continente centro-orientale.

Sono gli obiettivi principali dei due memorandum of understanding recentemente firmati da Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale, con la società ferroviarie ÖBB-INFRA e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) e con Rail Cargo Austria.

D’Agostino spiega che «La firma di questi due memorandum è importantissima perché è stato proprio lo sviluppo delle attività intermodali e ferroviarie, in particolare della ferrovia austriaca, a determinare il risveglio del nostro porto in questi ultimi anni. Come in un ritorno al passato, le logiche che sottostavano allo sviluppo portuale secoli fa sono le stesse che oggi si riconfigurano e che fanno del porto di Trieste oggetto di attenzioni a livello globale. Credo sia uno dei pochissimi casi, se non l’unico, in cui l’ente gestore di un’infrastruttura logistica portuale non transfrontaliera raggiunge un accordo con i grandi gestori di reti e servizi ferroviari di due Paesi, Italia e Austria, per andare a delineare le ipotesi future di analisi e di investimento».

In sostanza, i memorandum impegnano le parti a condividere una strategia di sviluppo, finalizzata all’ottimizzazione dei processi logistici, attraverso possibili ammodernamenti, il potenziamento della rete e della capacità dei terminal di destinazione, eliminando eventuali colli di bottiglia, al fine di agevolare l’attività dei vettori ferroviari.

Una scelta che presenta una doppia valenza: da una parte operativa, in quanto il traffico ferroviario dei mercati cechi, austriaci, ungheresi e slovacchi si è notevolmente intensificato negli ultimi anni (basti pensare che, da una coppia di treni a settimana nel 2015, si è arrivati all’inizio di quest’anno a 20 coppie di treni a settimana). Questo denota una importante crescita della domanda di mercato, con la conseguente necessità di implementare i servizi già esistenti, nonché di creare delle nuove connessioni, sia da parte del porto che dei servizi ferroviari, come con con Rail Cargo Austria, il più importante operatore ferroviario del porto, che ha movimentato nel 2018 quasi 3000 treni da e per le varie destinazioni.

Dal punto di vista strategico, i memorandum favoriranno nuove azioni a supporto dell’attività marittima nei vari inland terminal di riferimento – come il Trieste Fernetti, l’Interporto di Cervignano del Friuli, quello austriaco di Fürnitz e gli ungheresi Budapest - Mahart e Bilk – consentendo l’ingresso nelle compagini azionarie delle rispettive realtà e così favorendo investimenti nelle attività di interesse. Infine, grazie allo studio di soluzioni di corridoio doganale, verranno abbattuti notevolmente i tempi di attesa della merce nelle aree portuali.

Andreas Matthä, CEO di ÖBB, aggiunge alle parole di D’Agostino: «Siamo molto orgogliosi che Rail Cargo Austria sia un partner logistico importante per il Porto Franco di Trieste. Come partner integrato, dotato di una forte rete ferroviaria, vogliamo dare un ulteriore impulso al trasporto merci via treno, così da garantire una tipologia di trasporto economica e rispettosa dell’ambiente. Siamo certi che, insieme ai nostri partner italiani, continueremo su questa strada anche in futuro».

Il direttore commerciale di Rete Ferroviaria Italiana, Christian Colaneri, ha dichiarato: «L’accordo di oggi rappresenta un ulteriore passo verso un modello di integrazione che ha come obiettivo lo sviluppo del trasporto merci su rotaia e l’intermodalità. La collaborazione con il porto di Trieste e con ÖBB Infrastruktur rientra proprio in questa strategia, che RFI sta portando avanti su tutto il territorio nazionale e che punta a migliorare sempre più la connettività fra i porti e la rete ferroviaria, con l’obiettivo finale di agevolare lo shift modale, con benefici per il sistema logistico nazionale, per l’economia, per l’ambiente».

In foto, da sinistra Andreas Matthä CEO di ÖBB, Zeno D’Agostino presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Adriatico Orientale, Christian Colaneri direttore ommerciale di RFI.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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