UFFICIO TRAFFICO

Lettera del ministero ad Assotir: la spesa per l’Ecobonus è coperta, ma per la UE è in odore di aiuto di Stato

11 aprile 2012
Altra lettera, altra risposta. Sull'autotrasporto ci sono fiumi di parole che scorrono. Anzi, mari in questo caso. Perché l’argomento stavolta è quello delle Autostrade del Mare e soprattutto il contributo – detto anche Ecobonus – con cui lo Stato lo ha sostenuto. A scrivere al ministro Corrado Passera era stata in particolare Assotir, preoccupata soprattutto per i riflessi negativi che le incertezze sull’Ecobonus avrebbe avuto rispetto alle criticità dei trasportatori siciliani. E con una certa prontezza alla missiva ha risposto Enrico Finocchi, direttore generale del Dipartimento per il Trasporto stradale e l’Intermodalità.
Finocchi spiega in pratica come l’Unione europea dopo aver autorizzato per un triennio l'Ecobonus, considerato una “best practice” a livello europeo, è stato messo in discussione a causa della crisi. Anche perché, malgrado abbia positivo impatto rispetto alla riduzione dell’inquinamento e degli incidenti rimane a tutti gli effetti  un aiuto di Stato e come tale non è consentito. Il suo prolungamento al periodo 2010/2011, quindi, ha bisogno del via libera da parte della Commissione.
Così, dal ministero – come ricostruisce lo stesso direttore – hanno inviato dei chiarimenti nella seconda metà di marzo e da allora l’organo comunitario ha 60 giorni per esprimere il proprio parere. Insomma, Finocchi chiarisce che in Italia i soldi ci sono, ma prima di poterli destinare ai beneficiari c'è bisogno di una risposta positiva della Commissione.
Tutto questo rispetto al biennio 2010-2011. Se poi si guarda anche oltre, Finocchi non nasconde le difficoltà della situazione: data per certa la contrarietà dell’Europa a ulteriori proroghe dell’Ecobonus, bisognerà fare in modo di far cambiare questo atteggiamento per introdurre direttamente a livello europeo delle misure incentivanti del trasporto intermodale, un po’ come avviene rispetto al programma Marco Polo.
Ma soprattutto si dovrebbero trovare delle soluzione specifiche per la Sicilia, che necessita di uno strumento intermodale per connettersi ai mercati europei.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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