LEGGI E POLITICA

Troppi incidenti mortali nell'autotrasporto: i sindacati chiedono confronto per discutere di ritmi di lavoro

15 maggio 2019

«L’ennesimo incidente mortale ha fulminato un autotrasportatore di Foggia ed esattamente un mese fa due autisti di mezzi pesanti perdevano la vita sull’autostrada A12». Di fronte alla raffica di incidenti mortali che nei giorni scorsi ha investito l’autotrasporto, Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dicono basta: «È inaccettabile, per un paese che si definisce civile, una tale situazione che continua a peggiorare. Non si può continuare a morire di lavoro, è necessario fermare lo stillicidio di vite umane, rafforzare tutte le misure di prevenzione e di controllo da parte delle istituzioni ed effettuare da parte del Governo investimenti concreti, che al momento non vediamo». Per affrontare la criticità i sindacati chiedono con urgenza un confronto «con imprese e istituzioni, a partire dai ministeri competenti, sui temi della sicurezza che comprendano ritmi di lavoro, tempi di guida e impegni della prestazione». Perché nella loro visione all’origine di questa deriva c’è proprio «l’aver portato all’estremo la concorrenza fra imprese, non sulla qualità dei prodotti e dei servizi di trasporto delle merci, ma sui costi della produzione e in particolare sul costo del lavoro, ha aumentato tempi di lavoro e di guida in violazione delle leggi e del contratto nazionale del settore».

«Gli autisti – si conclude la nota dei sindacati – molto spesso, sono costretti a non effettuare il riposo e, quando riescono ad usufruirne, le condizioni sono precarie, anche per un’endemica carenza di servizi adeguati al riposo nei luoghi di sosta. La situazione è ancor più aggravata dal sistema infrastrutturale del paese e dall’allestimento di continui cantieri sulla stessa arteria stradale che a volte durano anni e con segnalazioni molto spesso insufficienti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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