FINANZA E MERCATO

Trattore UE traina rimorchio non-Ue giunto in Italia e destinato in paese UE: ecco la normativa da applicare

10 giugno 2019

Quando si dice globale. Prendete il caso di un trattore con targa di un paese dell’Unione europea che aggancia un semirimorchio immatricolato in un Paese non appartenente all’Ue e arrivato via mare in Italia, ma destinato ad altro Stato membro UE. Un rompicapo che però si è prospettato di fronte a dei semirimorchi turchi giunti a Bari e diretti in Spagna. Quali norme vanno applicate in questi casi? La risposta fornita dal ministero dei Trasporti, con circolare n.2 del 28 maggio 2019, è che, trattandosi di veicolo immatricolato in Paese non-UE, le norme di riferimento sono quelle dell’Accordo bilaterale tra l’Italia e il Paese non-UE in questione (vale a dire la Turchia), il quale prevede il possesso di un’autorizzazione appropriata per il tipo di trasporto da effettuare in territorio nazionale (destinazione o transito), con complesso veicolare o veicolo isolato.

L’ingresso e la circolazione in Italia del semirimorchio non-UE, quindi, è assicurato dal possesso di idoneo titolo autorizzativo rilasciato dall’Italia (valido per A/R, a carico o vuoto), mentre il veicolo trattore UE in possesso di copia conforme di licenza comunitaria può agganciare tale semirimorchio in ambito portuale e portarlo a destinazione finale in un Paese diverso dall’Italia.

Le autorità di controllo su strada dovranno pertanto limitarsi a richiedere al vettore UE l’esibizione di copia di licenza UE, in quanto il permesso sul semirimorchio di Paese non-UE è stata verificata in ambito portuale dalle autorità preposte al controllo.

Questo rompicapo accade in realtà perché il Regolamento n.1072/2009, che tratta del regime della licenza comunitaria, stabilisce che finché la UE non sottoscriverà Accordi sul trasporto stradale di merci con Paesi terzi (al momento l’unico esistente è quello con la Svizzera), il traffico con origine/destino in uno Stato membro è oggetto di specifici Accordi bilaterali degli Stati membri e non vale pertanto la licenza comunitaria, se non per il transito sul territorio degli Stati membri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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