FINANZA E MERCATO

Il mercato dei veicoli industriali cresce a maggio in doppia cifra. Fenoglio: ‘È un’eccezione!’

11 giugno 2019

Un mese assai positivo, quello di maggio, per il mercato dei veicoli industriali con massa superiore alle 3,5 t, conclusosi con un +9,9% rispetto al medesimo mese dell’anno scorso (si parla di 2.370 unità contro le 2.157 del 2018).

È ciò che emerge dai dati elaborati dal Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE sulla base delle immatricolazioni fornite dal MIT.

Ottimo anche il trend di maggio dei veicoli pesanti superiori alle 16 t, che registra ben +11% rispetto al 2018 (si parla quindi di 1.862 unità contro le 1.677).

Franco Fenoglio, Presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, non appare sorpreso «nell’apprendere l’esito della rilevazione. Riteniamo che il risultato possa dipendere da una serie di concomitanze, come, ad esempio, lo smaltimento delle scorte prima dell’entrata in vigore di nuove norme sull’allestimento obbligatorio dei veicoli industriali con cronotachigrafo intelligente dal prossimo 15 giugno, oppure la riattivazione del superammortamento anche per i veicoli pesanti».

Secondi Fenoglio cioè non c’è da essere ottimisti. il dato positivo di maggio, cioè, «deve essere considerato un’eccezione e, alla luce delle ragioni evidenziate, anche giugno potrebbe registrare un andamento simile. In altri termini, gli elementi di confusione e incertezza che assediano questo risultato positivo di maggio sono sintomi di una situazione grave: stretto tra la necessità di rinnovare il parco e la scarsità e discontinuità delle risorse dedicate, il mercato reagisce in modo scomposto».

Infatti, sia nel caso dei veicoli industriali di massa superiore alle 3,5t, sia nel caso dei veicoli pesanti con massa superiore alle 16t, la stima dei primi cinque mesi del 2019 rimane negativa: nel primo caso si parla di un -6,7% rispetto al medesimo periodo del 2018 (quindi di 10.776 unità contro 11.545), nel secondo di un -7,6% (ovvero di 8.806 unità immatricolate contro 9.532).

Secondo il Presidente di UNRAE, la soluzione a lungo termine è un’altra: «La cura vera sarebbe una politica strutturale di sostegno, che – prevedendo misure in favore della rottamazione e definendo automatismi di legge che ripartissero annualmente le risorse per gli investimenti in automatico – sottraesse definitivamente l’autotrasporto all’incertezza degli attuali interventi di sostegno. Un esempio per tutti: il 15 aprile scorso è finito il periodo di presentazione delle domande per gli investimenti relativi all’annualità 2018, ma non è ancora stata avviata la formalizzazione degli strumenti normativi necessari all’avvio delle procedure per l’annualità 2019. Un vuoto colpevole, che non solo aumenta l’entropia del sistema e lo avvicina progressivamente al collasso, ma non consente nemmeno una lettura convincente dei dati e, quindi, un’attendibile previsione basata sui medesimi».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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