FINANZA E MERCATO

L’Unrae cerca meccanici per l’autotrasporto, il 90% dei giovani intervistati risponde Sì

15 giugno 2019

I profili professionali dell’automotive non fanno più presa sui giovani? È un’affermazione che si sente spesso, ma forse qualcosa sta cambiando. Ad esempio, per il mestiere di meccanico per veicoli industriali, l’interesse lavorativo dei giovani sembra andare controtendenza, come dimostra un sondaggio online promosso ad Autopromotec da Unrae, l’associazione delle Case automobilistiche estere, con il patrocinio di Gm Edu. Nove ragazzi su 10 hanno risposto dicendosi pronti a lavorare come tecnico specializzato di officina, dando moltissima importanza a crescita professionale e specializzazione e senza preoccuparsi troppo della distanza da casa o dell’orario flessibile.

L’iniziativa aveva lo scopo di sondare e stimolare l’interesse dei giovani a trovare occupazione nel settore dell’autotrasporto e in particolare in quello dell’assistenza tecnica ai veicoli. I partecipanti hanno risposto al questionario sul comparto dell'autoriparazione e, all’interno del 33% che ha completato il test, il 90% ha espresso un interesse “alto” o “molto alto” a lavorare come meccanico presso un’officina dei marchi rappresentati dall'Unrae (DAF, Isuzu, MAN, Mercedes-Benz Trucks, Nissan, Renault Trucks, Scania e Volvo Trucks). I ragazzi inoltre non mirano a un posto qualunque, visto che quasi la metà di loro scelgono 1 solo brand fra gli 8 disponibili, mentre solo il 7% li ha indicati tutti indistintamente. I partecipanti al sondaggio sono in prevalenza di sesso maschile (solo il 3% le donne) e hanno in media 18 anni di età. Provengono da Regioni del Nord Italia, studiano presso istituti professionali e sono appassionati di meccatronica e motori. Quasi un terzo di loro ha cognome straniero, ma la nazionalità effettiva non è stata censita.

La professione di meccanico attrae, oltre che per la possibilità di avere un’opportunità lavorativa (circa il 54%), soprattutto per la voglia di apprendere nuove tecnologie (oltre il 52%). Dall’indagine si evince, come accennato, l’altissima importanza attribuita alla crescita professionale e alla specializzazione (80%), seguita molto a distanza dal lavoro di gruppo (34%) e dall’autonomia organizzativa (22%), e la bassa rilevanza assegnata alla distanza da casa (16%) e all’orario flessibile (solo l’8%).

«Forse la forte carenza di personale qualificato – ha spiegato Franco Fenoglio, presidente della sezione veicoli industriali di Unrae – è causata anche dalla scarsa conoscenza e percezione di un ambito professionale moderno e tecnologicamente avanzato che si sta avviando verso un crescente standard qualitativo. Una professione qualificante e ben retribuita che offre una prima occupazione all’uscita dalle scuole superiori, ma anche percorsi di formazione permanente e di carriera all’interno di aziende multinazionali all’avanguardia».

«Dobbiamo quindi continuare a proporre un necessario cambiamento dell’approccio culturale dell’opinione pubblica – ha continuato il presidente – nei confronti del mestiere di meccanico, che oggi dovremmo più correttamente definire ‘tecnico specializzato in meccatronica’ o meccatronico».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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