FINANZA E MERCATO

Delude ancora il mercato trainati: primi cinque mesi a -5,3%

20 giugno 2019

Il lento, ma deciso calo del mercato dei veicoli rimorchiati non accenna a diminuire, anzi il trend è in ulteriore ribasso. Secondo il Centro studi e statistiche di Unrae, l’associazione delle case estere automobilistiche, il mercato dei rimorchi e semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5 ton nei primi 5 mesi del 2019 denuncia un calo del 5,3% rispetto allo stesso periodo del 2018 (7.562 unità immatricolate contro 7.987), con maggio addirittura a -9,8% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

«È ormai deprimente - commenta Sandro Mantella, coordinatore del gruppo rimorchi, semirimorchi e allestimenti di Unrae - dover ripetere di mese in mese le stesse considerazioni non solo in merito allo stato del mercato, ma alle ragioni che determinano questa situazione, in particolare la persistenza di un parco obsoleto di veicoli che andrebbe rinnovato urgentemente».

Mantella ricorda come Unrae abbia chiesto «incentivi alla rottamazione dei mezzi più vecchi e il controllo severo sulle importazioni dell’usato dall’estero, senza ricevere mai attenzione. Le ripartizioni dei fondi di finanziamento agli investimenti si ripetono uguali a se stessi da anni, anche se è dimostrato che quelli destinati ai mezzi rimorchiati sono i primi ad essere esauriti. E nonostante siamo ormai alla fine di giugno, nessun atto ufficiale è ancora stato emanato per l’avvio della presentazione delle domande di contributo a valere sull’annualità 2019».

Altro problema la scarsità di fondi della Pubblica Amministrazione che si occupa delle attività burocratiche necessarie per omologare e immatricolare i veicoli, in particolare quando si tratta di mezzi allestiti per trasporti specifici, come quelli in regime di temperatura controllata: «L’insufficienza delle risorse a disposizione degli uffici periferici della Motorizzazione – spiega Mantella – comporta ritardi fino a 6 mesi per poter immatricolare un veicolo ATP, per esempio. I nostri piazzali si riempiono e presto dovremo mettere mano al ridimensionamento della produzione. Paradossalmente oggi dovremmo dirci contenti che il mercato non tiri, altrimenti il sistema andrebbe in crisi totale, il che è semplicemente assurdo».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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