FINANZA E MERCATO

Ravenna: la Filt Cgil denuncia metodi illeciti usati negli appalti di trasporto per tagliare il costo del lavoro

24 giugno 2019

La Filt Cgil lancia un grido d'allarme all'interno del settore dei trasporti, per denunciare una serie di violazioni contrattuali, in particolare in materia di appalto, che vanno avanti da oltre un decennio. Un fenomeno chei «rischia di minare alle radici il sistema produttivo» e che per questo andrebbe più controllato e analizzato. Da cosa si genera il problema?

«Per soddisfare le richieste dei committenti e ottenere il contratto – spiega in una nota il sindacato – le aziende appaltatrici sono costrette a individuare modalità sempre nuove per conseguire i risparmi necessari e non esitano a sottrarre salario e tutele ai lavoratori addetti all’appalto, sui quali ricadono, in definitiva, gli effetti pregiudizievoli di tale meccanismo».
Alla radice di tutto, quindi, ci sarebbe un uso spregiudicato degli appalti e dell’esternalizzazione gestiti in modo sempre meno rispettoso delle normative. Anche se in realtà il mondo del trasporto merci – spiegano ancora dalla Filt – merita un discorso a parte in quanto «il contratto collettivo nazionale di settore prevede, all’art 42, che solo alcune attività possano essere oggetto di esternalizzazione attraverso l’utilizzo di appalti e che ciò possa avvenire solo ed esclusivamente in favore di società che applicano quello stesso specifico contratto collettivo». Si tratta, come si capisce di una norma che, se applicata, «garantirebbe all’interno del settore la parità di trattamento dei lavoratori e un livello garantito di retribuzioni, scongiurando pericoli quali la contrattazione al ribasso, il dumping contrattuale e ogni altro fenomeno distorsivo volto a contendersi gli appalti a suon di risparmi più o meno leciti sulla manodopera».

In realtà, però, molti committenti – spiega il sindacato – «nell’affidare i propri appalti non richiedono l’applicazione da parte dell’appaltatore del suddetto contratto», ma ricorrono «al contratto cosiddetto ‘Multiservizi’, che presenta tariffe e tutele assai inferiori rispetto al contratto Merci e Logistica».

Fin qui si tratta di escamotage più o meno leciti. Poi ci sono tutti quegli illeciti riferiti dalla Filt Cgil, quali «il mancato versamento delle ritenute fiscali e dei contributi sulle somme indicate in busta paga, tramite artifici e imputazioni fittizie (la più frequente è quella a ‘trasferta esente’ in cui la retribuzione viene corrisposta sotto forma di un rimborso forfetario, esente da imposte e contributi, delle finte spese di trasferta di lavoratori che in trasferta non vanno), l’indicazione solo parziale delle ore lavorate nei cedolini paga e l’erogazione di straordinari ed indennità con il meccanismo cosiddetto del ‘fuoribusta’ cioè ancora una volta in contanti e senza oneri aggiuntivi, o addirittura ‘in natura’ con buoni benzina o buoni pasto in violazione della normativa in vigore».

Infine, sempre nel trasporto merci si sta fa strada il ricorso alla paga globale, cioè – chiarisce la nota – «una paga mensile prefissata e forfetaria, che non tiene conto del numero di ore effettivamente prestate e degli istituti contrattuali quali 13° e 14° o ferie e permessi, e a cui spesso non corrispondono trattenute fiscali e contributive corrette».

Ora però Filt Cgil Ravenna è decisa a cambiare strategia e a puntare a debellare il fenomeno auspicando anche nella «piena collaborazione di tutti, a partire dalla organizzazioni sindacali dei lavoratori e delle imprese, sino agli organi di vigilanza competenti, in primis Ispettorato del Lavoro, Inps e Guardia di Finanza».

«Non vi sarà alcuna tolleranza – termina la nota – da parte dell’organizzazione per i fenomeni distorsivi denunciati, che saranno oggetto di vertenze individuali e collettive, proposte nei confronti di aziende appaltatrici e committenti, ciascuna per il proprio titolo, a tutela dei diritti dei lavoratori”.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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