UFFICIO TRAFFICO

E45: ok della Procura, i cantieri ripartono. Ma per i camion ancora nessuna indicazione

8 luglio 2019

La lunga e sofferta vicenda della riapertura dell’E45 potrebbe finalmente essere giunta a una svolta conclusiva, ma sul passaggio dei veicoli pesanti tutto tace. Ci eravamo lasciati 15 giorni fa con la notizia della persistente chiusura dell’arteria stradale, ma in queste ore le previsioni si sono fatte più ottimistiche e, salvo sorprese dell’ultimo momento, tra due settimane i lavori dovrebbero essere conclusi e la via riaperta dopo mesi.

Quali sono le novità rispetto all’ultimo check-in? Innanzitutto dalla Procura della Repubblica è arrivata la conferma del nulla osta per il proseguo delle opere di messa in sicurezza che dovranno essere eseguite da Anas, in particolare quelle sull’incriminato viadotto Puleto.

Concluse le verifiche ispettive richieste dal gip ed eseguite dall'ing. Claudio Modena, il procuratore capo presso il tribunale di Arezzo, Roberto Rossi, ha immediatamente notificato ad Anas l'autorizzazione alla riapertura dei cantieri, comunicando la decisione anche al sindaco di Sansepolcro, Mauro Cornioli – referente dei colleghi sindaci.

L’Anas potrà così sostituire i baggioli e i guard-rail, come da programma. I tecnici della società hanno stimato per la definitiva conclusione una tempistica di circa due settimane. Peraltro – e questo è un particolare negativo – non ci sono ancora indicazioni sul passaggio dei veicoli pesanti, anche se è auspicabile che questi possano transitare da subito, dato che da mesi hanno l'interdizione a circolare sul viadotto.

L’auspicabile conclusione della vicenda non può peraltro nascondere o minimizzare una gestione elefantiaca e interminabile – 6 mesi di stallo – della vicenda, che ha prodotto ingenti danni al sistema economico locale e alle imprese di trasporto sul fronte degli aumentati costi e dei mancati guadagni.

Non possiamo dunque che trovarci d’accordo con Marco Baccini, sindaco di Bagno di Romagna, quando afferma che «questa è la dimostrazione di un Paese che si smarrisce nella lentezza della burocrazia e con lo scarico delle responsabilità, perdendo di vista la concretezza dei problemi e soprattutto la tutela dei cittadini e dei lavoratori, che alla fine sono sempre quelli che ci rimettono di più».

Restiamo dunque in attesa della conclusione delle opere e di qualche pronuncia sul traffico pesante.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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