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Lettere estive di Unatras al governo: Brennero, carte tachigrafiche, incentivi per rinnovo veicoli

15 luglio 2019

Relazioni pericolose quelle tra governo e associazioni dell’autotrasporto. O se preferite relazioni tormentate e piene di dissapori. E si sa che, quando un rapporto segna il passo, ogni piccolo dettaglio mette a dura prova il sistema nervoso. Quello dell’autotrasporto ha avuto letteralmente un sobbalzo dopo il rimpastino di governo con cui si sono tappati i buchi lasciati da Paolo Savona al ministero per gli Affari europei e dallo spostamento del leghista Lorenzo Fontana, sostituito al dicastero della Famiglia dall’altra leghista Alessandra Locatelli, senza preoccuparsi invece del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, seppure al suo interno fossero rimaste scoperte due caselle: quelle occupate dal sottosegretario ai Trasporti, Armando Siri, e dal viceministro Edoardo Rixi che peraltro aveva pure la delega per l’autotrasporto. I mugugni seguiti nel settore sono stati tanti e molte le prese di posizioni critiche. Le pressioni vere e proprie, però, Unatras, il raggruppamento unitario del settore, ha deciso di affidarle alle epistole, prodotte in pochi giorni a un ritmo decisamente serrato.


La lettera a Toninelli sulle tre criticità più urgenti del settore

La prima lettera, inviata al ministro, Danilo Toninelli, è servita a tracciare uno stato dell’arte o, meglio, a ribadire in modo sintetico i tre problemi più urgenti che il settore (in questo caso per il tramite del governo) deve affrontare. Il primo è ovviamente il Brennero e capricci legati ai divieti di circolazione in Tirolo. Per affrontarli è stata chiesta «un’azione forte presso la Commissione Europea per impedire che l’Austria possa attuare sul suo territorio divieti alla circolazione delle merci vietati dal Trattato europeo». Il secondo è stato individuato nei costi minimi, per i quali si chiede di «ripristinare la pubblicazione periodica dei valori indicativi di riferimento.Il terzo riguarda i tempi di pagamento, da risolvere approvando la norma che prevede «la indeducibilità della fattura per chi non ha pagato tempestivamente». 

Per discutere di tutto ciò Unatras chiede a Toninelli un incontro urgente, giustificato appunto dalla «mancanza di un interlocutore politico delegato alle questioni dell’autotrasporto, dopo le dimissioni del vice ministro Rixi».

Nei giorni scorsi era stata ventilata l’ipotesi che la stessa missiva fosse spedita anche al premier Giuseppe Conte e ai suoi due vice, Luigi Di Maio Matteo Salvini, ma poi ha prevalso l’idea di seguire le vie istituzionali, per rivolgersi più in alto solo in caso di risposta mancata o tardiva.

 

La lettera ai dirigenti sugli incentivi per il rinnovo del parco veicolare

Per un altro problema, quello legato ai fantomatici incentivi per il rinnovo del parco veicoli, rispetto ai quali il vice ministro Rixi aveva promesso un Fondo da 100 milioni in due anni, Unatras ha scritto un’altra lettera indirizzata al vice capo di gabinetto Maria Teresa Di Matteo e al direttore generale Vincenzo Cinelli. Le criticità qui sono dovute a un garbuglio economico-burocratico. Perché inizialmente i 100 milioni si erano presto ridotti a 50, poi a 30 e infine a 25, da attingere direttamente dai 240 delle risorse strutturali destinate annualmente al settore (che peraltro l’anno scorso ne assegnavano 33,6 agli investimenti). Pochi, forse, ma Unatras, visto l’esito dei passati incentivi, dove le cifre promesse inizialmente si erano dovute drasticamente assottigliare per far fronte alle tante domande ricevute, ha proposto di premiare chi si prenotasse  prima in termini temporali, ponendo pero due vincoli: la tutela delle PMI meno in grado di pianificare gli investimenti, l’indicazione di un tetto massimo di incentivo finanziario per una singola impresa di 550 mila euro. Facile a dirsi, ma meno da tradurre in procedura.. Fatto sta che viste le difficoltà riscontrate, oggi Unatras chiede ai dirigenti ministerial, tramite la lettera inviata, di avere «informazioni sulle tempistiche di emanazione del decreto», restando in attesa di «conoscere - a stretto giro di posta - le proposte operative che garantissero certezza del contributo richiesto e semplificazioni delle procedure di domanda e dei tempi di erogazione degli incentivi». 

Il finale della missiva, poi, è tutto da leggere. Perché Unatras, temendo evidentemente il peggio, dopo aver pressato il ministero per individuare una procedura migliore con cui distribuire le risorse,  , puntualizza che, «laddove fosse oggettivamente problematico attuare il nuovo sistema entro l’estate, invitiamo a procedere speditamente all’emanazione dei decreti previsti per l’anno 2019, con le medesime modalità di rimborso degli ultimi anni». Come dire: se il nuovo sistema dovesse rivelarsi così difficile da mettere in funzione, torniamo pure al sistema precedente, affinché qualcosa alle imprese possa almeno arrivare.

 

La lettera ai tre ministeri sulle carte tachigrafiche

L’ultima missiva è dedicata al pasticcio legato ai nuovi tachigrafi intelligenti. Obbligatori sui veicoli immatricolati dal 15 giugno scorso, i nuovi congegni hanno bisogno di carte ad hoc. Quelle destinate alle officine, necessarie per effettuare la taratura dei tachigrafi prima della messa in strada dei nuovi veicoli, sono state fatte arrivare dall’estero. Quelle degli autisti usate attualmente possono continuare a funzionare anche con i nuovi tachigrafi, almeno fino a quando le carte stesse non scadono. Perché a quel punto andrebbero rinnovate. Ma siccome si sono riscontrati problemi tecnici nella stampa delle nuove carte, denunciati apertamente da Unioncamere, il ministero dell’Interno ha deciso di risolvere la questione eliminando le sanzioni per chi abbia presentato già la domanda di sostituzione della carte e abbia effettuato le registrazioni manuali previste dalla legge.

Ma questa soluzione, buona sul suolo italico, non è affatto detto che rimanga valida anche oltre frontiera. E qui scatta l’ultima lettera (firmata oltre che da Unatras anche da Anita) indirizzata ai ministeri dei Trasporti, dello Sviluppo e dell’Interno per chiedere un «intervento risolutivo per le aziende che svolgono trasporti internazionali», per esempio autorizzando Unioncamere «ad acquisire da altri Stati le nuove carte del conducente così come ha fatto per quelle delle officine». 

Basterranno le lettere a risolvere i problemi? Non è detto, ma evidentemente tra il caldo e le ferie estive incombenti, Unatras giudica che almeno per ora non ci sia molto altro da fare. Ma quando, dopo l’estate arriverà l'autunno e quindi il tempo di mettere mano alla legge di Bilancio per il 2020, che si preannuncia più calda che mai, serviranno ben altre forme di pressione. Sempre che un governo a quel punto ci sia ancora...

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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