LEGGI E POLITICA

Toninelli sospende la Gronda di Genova: insorgono associazioni e sindacati

20 luglio 2019

Il 18 luglio scorso, il ministro dei Trasporti Toninelli ha annunciato che l’iter autorizzativo per il nuovo asse stradale, una alternativa alla A10 «è sospeso perché è in corso di avanzamento il procedimento amministrativo che potrebbe portare alla revoca della concessione» a Società Autostrade.

Il progetto di attuazione della Gronda di Genova, di cui si discute da anni, è stato già approvato dal ministero dell’Ambiente ma al momento attuale non ottiene il nulla osta del ministero dei Trasporti. Un atteggiamento che ha fatto insorgere le associazioni degli autotrasportatori.

«Assurda e incomprensibile la scelta annunciata di non effettuare la Gronda di Genova. Il mantra della decrescita felice colpisce ancora». È stato un primo commento del vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè, che ha poi aggiunto «Questo governo, in particolare il ministro alle Infrastrutture Danilo Toninelli, è portatore di una ideologia assurda che sta sempre più disconnettendo il Paese, attraverso il blocco delle infrastrutture che sono la vera chiave di volta per la competitività – prosegue Uggè – Così si avvantaggeranno i Paesi a nord delle Alpi e si condanneranno le imprese italiane alla irrilevanza o a spostare le attività all'estero».

Trasportounito in una nota ha evidenziato «l’assoluta pretestuosità delle motivazioni addotte dal ministero per giustificare uno stop che nulla ha a che fare con il dibattito, infinito, su una presunta revoca della concessione alla Società Autostrade» che esplicitamente chiede “al Governo nella sua interezza e al Presidente del Consiglio di affrontare coralmente questo tema e di riportare al centro la barra dello sviluppo pericolosamente orientata dal ministro Toninelli verso la distruzione delle speranze di rilancio del Paese».

Dello stesso avviso è Alessandro Laghezza, neo Presidente di Confetra Liguria che ha detto «Ormai non esistono piú aggettivi né tantomeno giustificazioni. Siamo di fronte a una straordinaria incapacità di governo e a una follia che mette a rischio il futuro dell’area produttivamente e logisticamente piú importante del Paese. La mossa del ministro Toninelli che ha congelato la gronda autostradale di Genova è la prova di una complessiva confusione istituzionale sul tema delle infrastrutture. E ció accade nel momento in cui proprio le infrastrutture strategiche potrebbero essere la chiave di volta e innescare il rilancio del Paese.»

Laghezza poi pone l’accento su un atteggiamento che definisce da «commedia dell’arte» in quanto, prosegue «Si minaccia ogni giorno la revoca della concessione autostradale, con conseguenze legali e finanziarie, che potranno gravare sul bilancio dello Stato; quindi si chiama lo stesso soggetto autostradale a partecipare al salvataggio di Alitalia, guarda caso per un valore di operazione che equivale al costo della concessione e infine, si piazza un colpo mortale per l'economia del nord ovest e il sistema logistico che fa perno sul porto di Genova e sugli altri scali liguri.»

Anche dai sindacati Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti arrivano forti critiche sulla sospensione della strada «Ancora una volta registriamo un provvedimento che blocca un'infrastruttura nevralgica per il Paese, già oggetto delle stucchevoli strumentalizzazioni politiche connesse al rinnovo delle concessioni autostradali ad Aspi, conseguenti al crollo del Ponte Morandi. Tale decisione ci dà ancora più evidenza della giustezza della vertenza unitaria che abbiamo avviato anche per lo sblocco delle infrastrutture» che, proseguono affermando «Da mesi ripetiamo che il Paese ha bisogno di infrastrutture e trasporti più moderni ed efficienti, ma il Ministro non ha mai ascoltato le nostre richieste. Questo è valido soprattutto per un’opera strategica come la Gronda, che avrà il compito di fluidificare il traffico da e verso i porti liguri, i più importanti d’Italia per movimenti. Con lo sciopero generale dei lavoratori dei trasporti del 24 luglio prossimo (il 26 per il trasporto aereo) faremo comprendere al Paese che le grandi opere non sono più rinviabili, pena un aumento dell’irrilevanza dell’Italia su scala europea e mondiale».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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