FINANZA E MERCATO

Frena il trasporto merci: tra tutte le modalità tiene soltanto l'autotrasporto

26 luglio 2019

C’è recessione nei trasporti? In generale, se si considera anche il traffico passeggeri, che marcia a un ritmo del +4% sospinto dal turismo, si può dire ancora no. Anche se comunque in quello merci, con una crescita dello 0,5%, la più bassa degli ultimi tre anni, si può parlare più tecnicamente di stagnazione. Certo è che, senza il turismo, forse il settore tutto sentirebbe più prossimo il vento della recessione. A queste conclusioni giunge l’Osservatorio Trasporti di Conftrasporto relativamente al primo semestre del 2019. L’aspetto scoraggiante è che una crescita del trasporto merci dello 0,5% è un arretramento se si guarda nell’immediato passato, visto che nel 2018 la percentuale di crescita era dell’1,2%, nel 2017 del 3,5% e nel 2016 del 4,1%. Cosa che meriterebbe di per sé una piccola nota a margine: veniamo da anni felici, anzi valutati rispetto al PIL, che si muove su uno «zerovirgola», sono stati felicissimi, che adesso subiscono una frenata. Però, può essere ugualmente incoraggiante per chi all’interno del comparto del trasporto merci si occupa di trasporti su gomma, la considerazione che in realtà quello 0,5% è merito essenzialmente dell’autotrasporto che esprime una crescita nel semestre del 2,6%, a fronte di un cargo aereo che flette del 5,3%, la ferrovia del 4,1% e il mare del 2,2%. Una sorta di fotocopia, a ben guardare, di quanto già rilevato nel corso del 2018, quando la strada cresceva del 2,3% a fronte degli altri settori che viaggiavano accanto o sotto allo «zero». 

L’indagine dell'Osservatorio Trasporti mostra pure un’altra preoccupante tendenza: il divaricamento della forchetta tra Nord e Sud Italia. Iporti meridionali, per esempio, vedono una contrazione dei traffici di ben 9 punti percentuali rispetto a un anno fa. la movimentazione nel Mezzogiorno è calata di nove punti percentuali nel 2018 rispetto all'anno precedente. Un calo che diventa ancora più pesante se si nota, come fa puntualmente il Vice Presidente di Confcommercio e di Conftrasporto, Paolo Uggè, che nello stesso lasso di tempo «nel Canale di Suez si registrano aumenti dei traffici a doppia cifra», cosa che rende il calo di merci registrato nei porti italiani «più di un campanello d’allarme per la competitività del nostro Paese».

Al contrario, può essere giudicata positivamente una tendenza in corso da qualche anno nel settore, relativa alla concentrazione delle imprese del settore autotrasporto e quindi a una loro maggiore strutturazione, elemento che si può far derivare per un verso dalla diminuzione del numero di aziende presenti nel settore (oggi sono 80.116 rispetto alle 83.462 del 2017) e, per l’altro, alla crescita percentuale di quelle che hanno come forma giuridica la società di capitali, che nel primo semestre 2019 sono praticamente una ogni quattro (il 23,3% per la precisione).

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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