FINANZA E MERCATO

Iveco: sempre più probabile l’uscita da CNH e la cessione ad altre società

2 settembre 2019

Un po’ come avviene per una bella ragazza priva di fidanzati, di tanto in tanto il gossip finanziario suggerisce possibili legami o interessamenti per Iveco, vale a dire quello che al momento attuale è un marchio di proprietà di CNH Industrial. Al momento attuale, appunto. Perché, stando appunto a indiscrezioni varie, sembrerebbe che proprio domani, in occasione del Capital Market Day di New York, il gruppo che mette insieme società attive nelle macchine agricoli, nei motori e nei veicoli per trasporto merci, potrebbe annunciare lo scorporo – o per meglio dire lo spin off – del marchio italiano. Una mossa evidentemente giustificata dall’interessamento di qualche società all’acquisto o magari preludio a una quotazione della stessa casa camionistica. Insomma, le questioni sono due: a) cosa giustifica l’operazione?; b) chi e perché avrebbe interesse a condurla in porto?

Rispetto al primo interrogativo, una possibile risposta viene formulata dal Sole 24 Ore, dalle cui pagine si cita uno studio di Banca Akros in cui si giudica che «l’addio a Iveco potrebbe impattare fino al 50% sul prezzo delle azioni spingendole di fatto a ridosso dei 13 euro», così da generare un valore complessivo dell’operazione vicina ai 5 miliardi di euro. Per arrivare a tale esito il quotidiano economico ipotizza che CNH Industrial potrebbe seguire la stessa strada battuta da FCA rispetto a Ferrari, vale a dire quella di quotare una parte di Iveco sul mercato prima di attribuirlo agli azionisti del gruppo. 
Rispetto al secondo interrogativo, invece, la ridda di voci è molto variegata. Già qualche tempo fa, infatti, si parlava di un fondo di private equity interessato al marchio italiano. Adesso invece si fanno più intense le indiscrezioni che danno possibile l’avvicinamento di società asiatiche (per non dire cinesi) sempre interne all’universo automotive, interessate al marchio Iveco per acquisire per un verso un potenziale tecnologico di livello superiore, per un altro una rete di distribuzione diffusa all’interno del mercato europeo.

Di diverso avviso è invece Il Giornale, secondo cui, una volta separata da CNH Industrial, Iveco potrebbe costituire una joint venture con Paccar, la società statunitense che ha in pancia anche il marchio DAF, interessato a quanto pare alle avanzate soluzioni a metano liquido che negli ultimi anni hanno connotato il marchio torinese.

Da Mediobanca valutano positivamente tali scenari in quanto giudicano che l’ingresso di nuovi soci, sia essi asiatici o americani, consentirebbero in ogni caso a Iveco di accedere e di scambiare nuove tecnologie, ma soprattutto di poter trovare canali di sbocco in nuovi mercati.

Altre voci, infine, scommettono su una cessione complessiva di Iveco unitamente a Powertrain, l’altro marchio di CNH Industrial dedicato ai motori. Il vantaggio di una tale operazione, secondo gli analisti di Banca Imi, sarebbe da riferire al maggiore margine operativo garantito dalla somma delle due società, visto che quello della società produttrice di motori si aggira intorno al 9% e quindi renderebbe più allettante anche quello di Iveco. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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