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Incidente A13: a mettere in salvo bimbe e madre è stato un coraggioso camionista albanese

5 settembre 2019

Una vicenda triste che presenta un risvolto lieto. Facciamo riferimento a un incidente stradale avvenuto sulla A13 e sul quale ci abbiamo riferito nei giorni scorsi. All'origine di quell'incidente c'era un autista che viaggiava con tachigrado alterato e ABS disattivato e che non si era accorto di una coda creatasi lungo la strada. Così, il camion tra Bologna e Altedo andava a finire contro un'auto facendola finire in fosso e provocando il ferimento grave dell'uomo e, in maniera meno seria, di una delle bimbe. 

E qui comincia il risvolto che si appurato soltanto successivamente. Perché la donna e le bimbe non si sono salvate miracolosamente, ma soltanto grazie all'arrivo sul posto di Jonus Bendaj, un autotrasportatore albanese da moltissimi anni residente a Recanati che, resosi conto della situazione di emergenza, ha accostato il suo mezzo e si è precipitato a soccorrere la famiglia

«Pensavo stesse andando a fuoco tutto – ha raccontato Bendaj – si sentivano urla e dall’auto si era alzato del fumo. Così ho estratto dall’abitacolo la bimba più piccola, poi la seconda e infine la madre». Il padre era invece rimasto incastrato e l'unica cosa che il conducente ha potuto fare è stata bagnarlo con dell'acqua per farlo rinvenire, mentre stavano arrivando i soccorsi. Sono stati poi i Vigili del Fuoco a liberarlo e farlo trasportare in ospedale.

Fatto sta che in questo andirivieni tra la strada e il fossato Jonus ha riportato anche alcune escoriazioni che successivamente si è fatto medicare al Pronto Soccorso di Recanati.

Parte del salvataggio è stato ripreso dalla fotocamera del cellulare di Bendaj, che teneva in mano nel momento dei soccorsi e che si è attivato mentre aveva in braccio la bambina. L’autotrasportatore si aspettava che altre auto si sarebbero fermate ad aiutarlo, ma l’indifferenza ha prevalso: «Ho ancora fiducia che il mio video - ha aggiunto l’autista - possa sensibilizzare le persone».

Bendaj non è riuscito a contattare la famiglia coinvolta per motivi di privacy: «Ma spero che stiano tutti bene e che si siano ripresi dallo spavento. L’unica cosa importante è che, grazie a Dio, si siano salvati tutti».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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