LEGGI E POLITICA

I governi passano, i problemi dell'autotrasporto restano: Unatras scrive alla neoministra De Micheli

9 settembre 2019

Il secondo governo guidato da Giuseppe Conte si presenta stamattina alla Camera e domani in Senato per ottenere la fiducia del Parlamento. I ministri che compongono la compagine governativa hanno giurato soltanto giovedì. Ma già prima di questo momento i nuovi responsabili dei dicasteri hanno ricevuto le lettere dell’universo delle parti sociali che, in qualche caso, si congratulavano con i diretti interessati e, molto più spesso, indicavano le priorità operative sottintese al nuovo incarico. 
Unatras, il raggruppamento unitario delle associazioni di categoria dell’autotrasporto, è un po’ un’eccezione. Lo dimostra la lettera spedita dal presidente Amedeo Genedani alla neo ministra delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli. La missiva, infatti, esordisce com'è ovvio con gli auguri, poi espone molto sinteticamente cosa c’è dietro la sigla UNATRAS («il 95% delle imprese della categoria») e poi riprende pari pari i sei punti urgenti già indicati come priorità nella corrispondenza inviata prima dell’estate con destinatario il ministero dei Trasporti, quando però a piazza di Porta Pia c’era un altro inquilino. Segno evidente che i governi passano, i ministri e i sottosegretari pure, ma i problemi dell’autotrasporto rimangono sempre gli stessi. E quindi le richieste avanzate ieri a qualcuno, vanno ripresentate oggi, più o meno identiche, anche a chi ne ha preso il posto.

E allora ripassiamoli in rassegna queste priorità dell’autotrasporto. Il primo è quello relativo al ripristino della pubblicazione periodica dei valori di riferimento dei costi di esercizio dell'impresa di autotrasporto per conto di terzi da parte della Direzione Generale per il trasporto stradale. Su questo punto fonti accreditate riferiscono che la squadra del precedente ministro stesse già lavorando. Nulla vieta, se così fosse, di riprendere almeno in parte quel lavoro e di portarlo a termine in tempi brevi.

Il secondo riguarda l’operatività della normativa sui tempi di pagamento tramite una previsione legislativa che renda indeducibile la fattura per chi non ha pagato tempestivamente il proprio fornitore del servizio di trasporto.

Il terzo richiede l’istituzione di un Fondo nazionale per il rinnovo degli autocarri, al fine di accrescere la sicurezza e diminuire l’impatto ambientale del parco circolante.

Il quarto punta a ripristinare il sistema delle revisioni dei mezzi pesanti presso le Motorizzazioni, bloccate in gran parte del Paese, con pericolose conseguenze sulla sicurezza stradale. 

Il quinto parla di rivitalizzare e valorizzare il ruolo dell’Albo Nazionale degli Autotrasportatori merci conto terzi, operando una razionalizzazione del sistema Albo/REN, l’ampliamento delle competenze alla stregua di un vero ordine professionale e prevedendo direttamente in capo al Comitato Centrale la cancellazione delle imprese che non sono in regola con la normativa fiscale/previdenziale e che non possiedono veicoli. 

Il sesto chiede di attivare tutte le leve di contrasto alle azioni unilaterali imposte dall’Austria con i divieti di circolazione che ostacolano la libera circolazione delle merci e ledono la competitività dell’economia italiana. 

Per discutere di questi punti Genedani chiede alla stessa ministra di fissare al più presto un incontro presso il ministero per discutere anche di altre nuove prolematiche.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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