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Vinco.Sicuro! 2019: il CO.NAP concede il bis

16 settembre 2019

L’edizione 2019 di Vinco.Sicuro! si chiude con un bis: l’azienda più sicura dell’«universo Federtrasporti e oltre» (quest’anno le porte della manifestazione erano state aperte anche all’esterno) è, come già nel 2017, il CO.NAP di Fiorenzuola d’Arda (PC). Non pensate però che sia stata una fuga in solitaria di una squadra irraggiungibile, stile Juventus degli ultimi campionati di calcio. Al contrario, la compagine piacentina, capitanata dall’infallibile Mirco Consonni e resa solida da una coppia di “terzini” come Domenico Zito e Cristiano Mariani, ha dovuto faticare non poco per lasciarsi alle spalle le altre aziende nella finale che si è svolta sabato 14 settembre a Guidonia, presso il cementificio Buzzi Unicem. Anzi, nel corso dell’intera sfida è riuscita soltanto prima della penultima domanda ad andare in testa. Strappandola, in quel momento, a un ultracompetitivo GAM di Mantova, formazione resa solida e concreta da Marco Vincenzi, Marzia Simonetto e Mirko Falavigna e dimostratasi estremamente preparata nei quiz sui tempi di guida, sul codice della strada e sull’alimentazione e addirittura superiore a tutte le altre in quelli costruiti per deconcentrare i concorrenti, costringendoli cioè a svolgere più attività in contemporanea. 

Anche se in realtà, almeno per quasi tre quarti di gara tutto lasciava presupporre che fosse l’anno della CAFA. Perché Antonino Laquidara, Vitalie Rotaru e Roberto Torricelli partono subito in testa, commettendo meno errori di tutti nei quiz sul tachigrafo, e sempre in testa chiudono la semifinale a otto squadre, lasciandosi alle spalle, oltre alle altre due finaliste, anche il CAN di Noci, la Curzio Trasporti di Polla (Sa), la locale formazione del CAAG di Guidonia, il CARP di Pesaro e la Longobardi di Nocera Inferiore (Sa). 

La CAFA viene superata in semifinale soltanto nel «racconto di un quasi-incidente», una prova in cui un rappresentante per ogni squadra deve riferire un episodio, tratto dalla propria esperienza sulla strada, in cui si è trovato a pochi metri o a pochi secondi da un possibile sinistro, ma poi, grazie a una reazione immediata, a una manovra indovinata o a una qualunque abilità, è riuscito a evitarlo. E qui a primeggiare è stato Marco Vincenzi del GAM, grazie a un racconto talmente ricco di calibrati ingredienti (la distrazione perennemente in agguato, la difficile conciliazione tra lavoro e relazioni familiari, il tormentone dell’imprecazione reiterata, ecc) da sembrare costruito da un farmacista pignolo. Anche se la prestazione più esilarante della giornata, colorata di ironia e di simpatia distribuita con pennellate generose, è stata quella di Domenico Mietitieri di Curcio, il cui racconto riferiva di una situazione gravemente critica con cui si era dovuto confrontare lungo un’autostrada del Regno Unito e dalla quale era venuto fuori a dispetto di tutto. Perché a volte disporre dell’abilità per riattivare dei collegamenti saltati o di effettuare una manovra in spazi troppo angusti, vale di più che conoscere lingue straniere.

L'ALTALENA DELLA FINALE

Dopo aver chiuso al comando la semifinale, la CAFA va subito in fuga anche nella finale a tre, si assicura con due en plein consecutivi la prime prove e riesce a mettere ben 6 punti di scarto tra sé e la seconda, dando così l'impressione di essere ormai irrangiungibile. GAM e CO.NAP, però, ci credono ancora e hanno il grande merito di conservare la concentrazione necessaria per approfittare di un paio di passi falsi degli uomini della CAFA, in particolare nei quiz in cui si chiede il significato di alcuni cartelli stradali non troppo diffusi. Anche se, come detto, il primo ribaltamento della classifica ha per protagonista il GAM, che riesce a raggiungere e a superare la compagine ferrarese per evidente merito dell’occhio clinico di Marzia Simonetto nelle prove dedicate alla «Caccia all'errore».

Poi, a due prove dal termine, quando ormai all’interno del team della CAFA inizia a serpeggiare nervosismo e in quello del GAM si diffonde un persistente profumo di vittoria, Mirko Consonni piazza la zampata che lascia il segno in una prova a tempo, dove cioè prende punti soltanto chi è più rapido a dare la risposta corretta. Così, il CONAP va in testa, staccando il GAM di appena un punto e la CAFA di soli due. Uno scarto, quindi, facilmente recuperabile nell’ultima prova – di certo, tra le più emozionanti – in cui bisogna scovare all’interno di un video quante più possibili infrazioni commesse sia dal veicolo in soggettiva, sia da quelli incrociati lungo il percorso. Il tutto complicato da una distrattiva voce off, costituita da una telefonata in cui un’operatrice del traffico (interpretata da Nicole Martinasso della filiale di Lodi di Federtrasporti) assegna una missione impossibile a un trasportatore (interpretato da Lorenzo Giusti del RAT di Calenzano) a corto di ore di guida. Delle sei infrazioni presenti, tutte e tre squadre ne individuano cinque e di conseguenza la situazione rimane immutata: il CONAP è di nuovo l’azienda più sicura. Una qualità frutto, evidentemente, anche del settore merceologico in cui opera l'azienda emiliana, vale a dire il trasporto in cisterna di merci pericolose, che proprio perché comporta un carico di maggiore di responsabilità, costringe di conseguenza a una formazione continua e a un’attenzione costante al rispetto delle regole. Considerazione ulteriormente confermata anche dal risultato del GAM, attivo non a caso in un segmento di mercato molto affine

 

IL CONTESTO E LA FILIERA

A rendere piacevole e diversa la giornata è stato il contesto in cui si è svolta la finale, il cementificio Buzzi Unicem di Guidonia (Roma), interessato a condividere sia con Federtrasporti, sia con Renault Trucks, impegnata in contemporanea nella finale nazionale dell’Optifuel Challenge, i valori della sicurezza e del rispetto dell’ambiente. Valori che a Guidonia si percepiscono in modo tangibile. «Quando sono entrato nel sito – commentava Cristano Mariani, uno dei membri della squadra vincitrice – pensavo di aver sbagliato ingresso: sapevo di dover andare in un cementificio e in tanti anni di lavoro non ne avevo mai visto uno così pulito e reso così verde dalla presenza di tanti alberi di ulivo». 

Claudio Villa, presidente di Federtrasporti, ha sottolineato come questa cornice – un impianto produttivo sullo sfondo e autisti che si sfidano in una competizione su veicoli pesanti – trasmettesse perfettamente il senso della filiera del trasporto: «Esistono merci e materie prime come il calcestruzzo che qualcuno produce e che l’autotrasporto mette a disposizione di chi deve usarlo nei successivi cicli produttivi, ed esistono veicoli concepiti e realizzati da un costruttore proprio affinché l’autotrasporto li sfrutti a tale scopo. Riunirli allo stesso tavolo, trovare momenti di condivisione, stabilire sintonie è il modo migliore per integrare una filiera. Ma in fondo è anche quello più funzionale per coltivare la sicurezza, un valore concretizzabile in maniera continuativa soltanto quando si riesce a ottenere l’apporto di tutti gli attori presenti lungo l'intero sistema logistico». Ed è anche così che vince Vinco.Sicuro!

 

PREMI E GRATIFICAZIONI

Oltre ai trofei, concepiti e realizzati da Acitoinox, partecipanti e vincitori hanno portato a casa un tapis roulant offerto dalla società di recupero veicoli GoAssistance (per continuare a tenere in forma fisica il vincitore), le carte Invito precaricate da Autogrill per acquisti e ristorazione in autostrada, le taniche per contenere acqua realizzate di varie dimensioni e materiali (acciaio inox e plastica) di Truck srl, le scarpe antinfortunistica messe a disposizione da Euroroutier, prodotti per la detergenza dei mezzi omaggiati da Fra-ber

La mattina di domenica, poi, i partecipanti a Vinco.Sicuro!, insieme a quelli che avevano animato la finale nazionale dell'Optifuel Challenge, si sono recati tutti insieme a visitare Villa d'Este, uno splendido sito tutelato non a caso dall'Unesco. Così, dopo aver sensibilizzato le conoscenze funzionali alla sicurezza, è stato possibile anche gratificare quelle utili alla cultura e all'estetica. Perché bellezza, in fondo, fa rima con sicurezza.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

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