LEGGI E POLITICA

Associazioni dell’autotrasporto di 5 paesi UE (Italia esclusa) si uniscono per contare di più a Bruxelles

14 ottobre 2019

L’autotrasporto europeo fa gruppo. O meglio, la parte occidentale del continente, raccolta dal punto di vista programmatico attorno alla Road Alliance e contrapposta a quella arroccata nel Gruppo di Visegrád, da oggi è un po’ più forte perché parla attraverso una sola voce. Dallo scorso 7 ottobre, infatti, tre delle principali associazioni dell’autotrasporto di Svezia, Norvegia e Danimarca (NLA), di Germania (BGL) e Francia (FNTR) sono presenti a Bruxelles attraverso un unico ufficio comune. E aprendo questo nuovo spazio, confrontandosi con gli ambasciatori dei cinque paesi e presentandosi ai rappresentanti politici delle istituzioni comunitarie, i leader delle tre associazioni hanno sottolineato ragioni e intenti dell’iniziativa. Florence Berthelot, direttore generale di FNTR, ha spiegato «insieme le tre federazioni rafforzeranno la cooperazione per promuovere nei prossimi anni l’instaurazione di un regime di concorrenza leale, in un quadro che tenga conto dei cambiamenti climatici e della sicurezza stradale».

Il suo omologo in BGL, Dirk Engelhardt, ha sottolineato come le tre associazioni difenderanno «una posizione comune nei confronti delle istituzioni europee per garantire il nostro ambizioso obiettivo di prosperità e sostenibilità, ma anche per iniziare a costruire una nuova immagine del trasporto stradale in Europa».

Il presidente della NLA, Erik Östergaard, ha invece enfatizzato l’opportunità di poter parlare con una voce più forte a Bruxelles e di volerla sfruttare «per riuscire a raggiungere l’obiettivo di avere un mercato europeo dei trasporti su strada libero da dumping sociale, maggiormente in grado di garantire il rispetto dei diritti sociali fondamentali, ma anche di sviluppare un controllo più efficace delle norme vigenti».

Tutti poi hanno ovviamente lasciato la porta aperta ad altre associazioni di altri paesi che abbiano interesse a unirsi all’iniziativa. E tale invito, ovviamente, è rivolto anche verso l’Italia.

Nel corso dell’evento anche l'eurodeputato Ismail Ertug (S&D) ha fatto un punto sul livello dei negoziati a tre attualmente in corso relativamente al Pacchetto Mobilità. Si tratta, ha spiegato, della normativa più difficile da mettere a punto, anche perché finora l’Unione europea non ha «mai veramente risolto» i problemi di questo settore. In particolare, è ancora aspro il confronto rispetto alla regolamentazione dei tempi di guida e di riposo e all'obbligo per i camionisti di non trascorrere in cabina il riposo lungo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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