FINANZA E MERCATO

Settembre nero per autocarri (-23%) e trainati (-18%). Nei primi 9 mesi bene solo camion a metano: CNG (+50%) e LNG (+38%)

24 ottobre 2019

Il mercato italiano degli autocarri e dei trainati continua a precipitare, mese dopo mese. Secondo Anfia (Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica), a settembre sono stati rilasciati 1.198 libretti di circolazione di nuovi autocarri (-22,7% rispetto a settembre 2018) e 723 libretti di nuovi rimorchi e semirimorchi pesanti con ptt superiore a 3.500 kg (-17,7%), suddivisi in 75 rimorchi (-41,4%) e 648 semirimorchi (-13,7%). Un trend fortemente negativo che è confermato, con cifre anzi peggiorative, dal Centro Studi e Statistiche di Unrae (Unione nazionale rappresentanti autoveicoli esteri) che, basandosi sui dati di immatricolazione del MIT, registra per i trainati un -24,5% sullo stesso periodo del 2018 (674 unità contro 892)

Se si guarda poi ai primi nove mesi dell’anno è rosso fisso: 17.981 libretti per gli autocarri, il 6,4% in meno del periodo gennaio-settembre 2018, e 11.219 libretti per rimorchi e semirimorchi pesanti (-7,2% rispetto a gennaio-settembre 2018), così ripartiti: 1.077 rimorchi (-6,6%) e 10.142 semirimorchi (-7,2%). Più o meno simile la stima di Unrae: -6,3% (11.026 unità immatricolate contro 11.766).

Le motivazioni del crollo sono piuttosto semplici. Da una parte il calo tendenziale della produzione industriale dei primi otto mesi (-0,9%), che implica una diminuzione della movimentazione delle merci, calo a sua volta influenzato dalle tensioni commerciali internazionali e dal rallentamento del manufacturing a livello globale (in particolare in Cina e nell’area Euro).

Differente è il valore del traffico autostradale dei veicoli pesanti che in termini di milioni di veicoli-km percorsi nel primo semestre del 2019, registra un +2,1%, risultato di una crescita del 2,5% nel primo trimestre e di un aumento più contenuto (+1,7%) nel secondo. Rallenta, invece, il traffico internazionale.

Guardando invece alle alimentazioni, gli autocarri a gas registrano, a gennaio-settembre 2019, una quota del 6,2%. Nello specifico, le vendite di autocarri a metano (CNG) crescono del 49,5% e quelle a LNG (metano liquido) del 38,2%.

Secondo Anfia sulla crisi di entrambi i comparti pesa molto anche l’incertezza dei tempi di entrata in vigore del Decreto investimenti 2019/2020, che stanzia 25 milioni di euro per l’acquisto di veicoli a trazione alternativa, veicoli commerciali e industriali diesel euro 6 e rimorchi/semirimorchi per l’intermodalità con componentistica innovativa. La misura di quest’anno modificherà anche la fruizione degli incentivi: è previsto un bando “a sportello” fino a esaurimento delle risorse di ciascun plafond, meccanismo che consentirà alle imprese di autotrasporto di avere certezza del quantum, ma che sta creando e creerà nei prossimi mesi delle oscillazioni di mercato.

Anfia propone per la legge di Bilancio 2020 l’estensione temporale del superammortamento per l’acquisto di veicoli strumentali, prevedendo magari una maggiorazione ulteriore per l’acquisto di veicoli industriali e commerciali a trazione alternativa, essendo questi beni funzionali alla transizione energetica del settore trasporti.

Infine il commento amaro di Unrae, per bocca del coordinatore del Gruppo rimorchi, semirimorchi e allestimenti, Sandro Mantella: «Nonostante i ripetuti interventi presso Parlamento e Governo per denunciare le difficoltà del settore, ogni anno l’avvio del periodo di finanziamento a valere sul fondo investimenti registra ritardi e confusioni. Per il 2019 siamo ancora in attesa della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti relativi e, anche se pensiamo sia ormai prossima, va detto che il forte ritardo ha comunque compromesso il mercato, che non potrà recuperare gli ordini mancati nell’attesa».

«Il nostro Gruppo - conclude Mantella - associa anche aziende attive, per esempio, nella costruzione e distribuzione di veicoli allestiti per trasporti in regime di temperatura controllata, per i quali sono richieste procedure mirate, tanto per i collaudi quanto per l’emissione dei documenti di circolazione. L’attuale scarsità di risorse in cui versa l’amministrazione competente sta provocando ritardi insostenibili nello svolgimento delle pratiche relative, tanto che comincia a risentirne anche la produzione, mentre i costruttori esteri tendono ad abbandonare il mercato italiano proprio a causa delle vischiosità burocratiche».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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