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Ex Ilva, ArcelorMittal disponibile a pagare il 60% dello scaduto, ma Confindustria e sindacati scettici: «Non c’è alcun impegno scritto»

20 novembre 2019

Mentre Taranto continua il presidio dei trasportatori, insieme ai rappresentanti dell’indotto-appalto, sul piazzale della portineria C della ex Ilva, qualche segnale di schiarita parte da ArcelorMittal sulla vicenda del pagamento delle fatture scadute.

Nell’incontro con Confindustria Taranto e i sindacati metalmeccanici, Arturo Ferrucci, capo del personale, ha annunciato che da ieri sono ripresi i pagamenti e che come ArcelorMittal sono disponibili a corrispondere il 60 per cento dello scaduto, in un arco di tempo di due settimane. Questo ritardo è stato giustificato con il cambiamento del sistema di controllo amministrativo e dei responsabili del settore. Un’offerta accolta con un certo scetticismo sia da Confindustria che dai sindacati, perché «non c'è alcun impegno scritto e ArcelorMittal ha usato molti ‘dovrebbe’ nella sua esposizione. Le imprese sono a corto di liquidità e si aspettano perciò proposte più concrete e tangibili».

Ciononostante Confindustria Taranto ha chiesto stamane alle imprese di sospendere la protesta per evitare ogni tipo di strumentalizzazione che attribuisca all'associazione degli industriali e/o alle stesse imprese atti pregiudizievoli della continuità degli impianti: «Le aziende hanno dato disponibilità a garantire le attività di messa in sicurezza degli impianti – ha continuato Confindustria - con interventi spot a partire da ieri fino a giovedì, data ultima per ricevere i pagamenti dello scaduto complessivo, in assenza dei quali le imprese procederanno al fermo totale delle attività».

«Aspetteremo i pagamenti sino alle 12 di giovedì, poi dal presidio ci muoveremo e la situazione a quel punto può diventare tesissima», ha dichiarato Vladimiro Pulpo, capo dei trasportatori associati a Confindustria. Tra le aziende che protestano anche quelle di autotrasporto aderenti a Sna Casartigiani.

Ricordiamo che il presidio degli autotrasportatori dell'indotto ex Ilva davanti a portineria C, varco di ingresso ovest e varco di ingresso merci dello stabilimento siderurgico è iniziato lunedì 18 novembre, con la rivendicazione – come per tutte le altre aziende dell'indotto – del pagamento delle fatture in sospeso. Il credito complessivo maturato da 150 aziende dell'appalto è stato calcolato in circa 60 milioni di euro. Nel frattempo molte di queste imprese hanno avviato le procedure di cassa integrazione e ritirato gli operai dai cantieri, mentre la mancanza di liquidità sta comportando la sospensione del pagamento degli stipendi.

Infine l'udienza che riguarda il ricorso d'urgenza presentato dai commissari contro il recesso di ArcelorMittal dall’acciaieria è stata fissata per il prossimo 27novembre. Claudio Marangoni, il presidente della sezione specializzata in materia d'impresa del tribunale di Milano, ha invitato ArcelorMittal «a non porre in essere ulteriori iniziative e condotte in ipotesi pregiudizievoli per la piena operatività e funzionalità degli impianti» dello stabilimento siderurgico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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