UFFICIO TRAFFICO

Ubriaco gironzola per il centro di Portogruaro: l'astronomico conto dei danni e delle sanzioni

8 gennaio 2020

Insieme alla nebbia, è stato sicuramente l’alcol il triste protagonista delle strade italiane in questi primi giorni dell’anno. Ma in questa sede, per fortuna, non parliamo di vittime innocenti falciate da automobilisti con tasso alcolemico quattro o cinque volte quello consentito. Qui ci occupiamo di camion e chi guida questi veicoli di bevande alcoliche non dovrebbe berne nemmeno una goccia perché, al pari di un neopatentato, non può andare oltre allo zero come limite alcolemico. Invece, la notte del 5 gennaio l’autista polacco alla guida di un camion la cui livrea sembra (a vedere le foto) quella di una grande azienda lituana, di alcol in viaggio nelle vene ne aveva parecchio. Così tanto che quando al termine delle sue bravate e delle sue reiterate infrazioni i carabinieri lo hanno portato in caserma per sottoporlo all’alcoltest, ha opposto non poche resistenze. Ma procediamo con ordine.

Era circa le 4 di mattina quando l’autista polacco di 45 anni è uscito dall’autostrada A4-A28, al casello di Portogruaro e lì, causa forse la vista fortemente annebbiata, ha puntato dritto nella direzione sbagliata, vale a dire verso il centro città. Senonché, dopo aver “saltato” un primo divieto di accesso, è arrivato alle soglie del cuore cittadino. Si è infilato in un paio di strade a carreggiata ridotta per poi insinuarsi all’inizio di quella via Mazzini che da queste parti, viste le sue contenutissime dimensioni, chiamano normalmente «La Stretta». Così, se all’inizio aveva segnato la carrozzeria di alcune auto parcheggiate e scheggiato gli intonaci dei muri delle case, poi ha anche divelto le insegne di un negozio, distrutto fioriere, abbattuto tendoni di esercizi commerciali e arrecato danni a qualche terrazzo sporgente. Pensate che in questa processione di urti e controurti ha anche finito per perdere gli specchi retrovisori, fortemente provati da ripetuti impatti. Come se non bastasse ha quindi cercato di mettere alla prova il piccolo ponticello della Stretta posto sul fiume Lemene che, in questa Italia in cui i viadotti sembrano sempre più incapaci a sopportare pesi, ha dimostrato invece di non temere quell’improvviso e gravoso transito (il semirimorchio agganciato al trattore, infatti, era praticamente a pieno carico). Poi, per fortuna, in prossimità della centralissima via Martiri, si è trovato davanti un antico arco alto al massimo un paio di metri e lì l’autista si è reso conto che sarebbe stato impossibile infilarcisi all’interno. 
A quel punto i rumori avevano svegliato diversi cittadini che, dopo aver verificato cosa stesse accadendo, hanno avvertito i carabinieri, che sono riusciti a fermare la corsa dell’autista del mezzo pesante e a condurlo nella locale caserma per i controlli, per consegnargli una denuncia per guida in stato d’ebbrezza e il conto astronomico relativo sia alle tante sanzioni inanellate, sia alle migliaia e migliaia di euro di danni che adesso dovrà risarcire.


A Portogruaro da un paio di giorni non si parla d’altro. La cittadinanza è rimasta spaventata non soltanto per quante cose è riuscito a distruggere un solo autista (peraltro alcune case e lo stesso ponte sono ancora sotto verifica statica della Sovrintendenza), ma anche perché in fondo si trattava soltanto – si fa per dire – di un ubriaco. «Se fosse stato un terrorista – commenta un’anziana signora con le buste delle spesa – cosa avrebbe potuto combinare?»

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