FINANZA E MERCATO

Il mercato dei veicoli da trasporto scende ancora a dicembre: il 2019 chiude con un -7,5%

10 gennaio 2020

Scende anche a dicembre, seguendo un trend iniziato a luglio, il mercato dei veicoli industriali, sia leggeri (sopra le 3,5 ton) sia pesanti (sopra le 16 ton). Più precisamente del 10,7% il primo segmento e del 9,9% il secondo. E così incrementa la flessione dell’intero 2019 che chiude con un -7,5% se si guarda al mercato sopra le 3,5 ton e con un -7,9% se si guarda a quello sopra le 16 ton. Sono questi i dati forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed elaborati dal Centro Studi e Statistiche di UNRAE, secondo i quali in termini assoluti dicembre porta in dote 2.195 immatricolazioni (rispetto alle 2.457) così da portare quelle dell’anno a 23.652 unità, a fronte delle 25.580 del 2018

Peraltro, questa costante retrocessione del mercato che ha segnato l’intero 2019 (fatta eccezione per il mese di giugno) continuerà – nelle previsioni del presidente della Sezione Veicoli Industriali di UNRAE, Franco Fenoglio – anche nel 2020facendo ulteriormente invecchiare il parco circolante e creando così «pesanti ricadute sul fronte della sicurezza e della sostenibilità del sistema trasporto del Nostro Paese». Ma a preoccupare Fenoglio non è soltanto la situazione di fatto, quanto la mancanza di «un progetto concreto e duraturo che consenta di avvicinare gli obiettivi di sostenibilità ambientale sempre più ambiziosi che vengono affermati nelle dichiarazioni generali di principio», come ha dimostrato una volta di più l’esito deludente del COP 25 di Madrid. 

L’errore della politica in questo senso è duplice, perché per un verso pretende di risolvere il problema ambientale caricando «il mondo imprenditoriale e segnatamente l’industria che costruisce mezzi di trasporto, di oneri sempre più pesanti, e spesso decisamente impropri, addossandole la responsabilità del problema dell’inquinamento e quindi il compito di trovarvi le soluzioni», per un altro, in particolare in Italia, sono state «disperse colpevolmente» delle risorse pubbliche che invece, «se fossero state impiegate nell’ambito di un indirizzo politico accorto, avrebbero consentito di avviare uno sviluppo virtuoso del sistema logistico e in particolare di quella che oggi è la sua componente più delicata: quella dell’autotrasporto», un settore il cui ruolo andrebbe «rivisitato alla luce dell’innovazione tecnologica già disponibile». 

Fenoglio sottolinea pure che proprio questo mancato sviluppo dell’autotrasporto ha finito per contribuire a determinare «una grave carenza di lavoratori» interna al settore, ancor più paradossale considerando che siamo un Paese segnato da una carenza di posti di lavoro. A questo proposito Fenoglio annuncia che UNRAE dedicherà il 2020 al tema dei «giovani meccatronici» e riprenderà anche quello «dei giovani conducenti già avviato nel 2017».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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