FINANZA E MERCATO

Ex Ilva, Arcelor Mittal non paga le aziende di trasporto. E a Novi Ligure si minaccia il blocco da domani

20 gennaio 2020

Non sembra sciogliersi il nodo del pagamento dei servizi prestati dalle aziende di autotrasporto all’ex Ilva. In una lettera unitaria inviata venerdì scorso ad Arcelor Mittal da Anita, Fai-Conftrasporto, Cna Fita e Fisi, le associazioni sindacali sollecitano un incontro urgente con la proprietà, segnalando «l’estremo disagio delle imprese di autotrasporto». Ad oggi, infatti, non c’è in programma alcun meeting per discutere la disparità di trattamento nel pagamento degli acconti, avvenuto solamente in alcuni casi e solo parzialmente: «Né sembra esserci chiarezza sui pagamenti effettuati – aggiungono i sindacati – identificati come ‘acconto’, senza alcuna altra specifica riferita all’imputazione contabile dei predetti importi, circostanza che contribuisce ad aumentare lo stato di incertezza delle aziende». A questa confusione si aggiunge il blocco generalizzato del pagamento dei servizi prestati dalle imprese di trasporto, con il rischio di «rendere impossibile il mantenimento di un’adeguata fornitura degli stessi».

La tensione dunque sta salendo e i primi effetti si stanno vedendo, ad esempio, a Novi Ligure, dove le principali aziende del settore e i padroncini hanno richiesto il saldo immediato delle fatture al 30 novembre, minacciando la sospensione già da domani di tutti i servizi di trasporto.

«Non si tratta solo di soldi – ha spiegato il segretario regionale e provinciale di Fai, Giorgio Guaraglia – ma anche del fatto che i rapporti formali con ArcelorMittal sono al momento inesistenti. Abbiamo ripetutamente provato a rapportarci con qualcuno alla sede centrale di Milano, ma è un muro di gomma. Per cui se Mittal non pagherà le aziende novesi e i vettori esterni, da martedì, e a oltranza, nessuno effettuerà un solo trasporto”.

«In prima battuta ci asterremo dai servizi – ha continuato Guaraglia – poi vedremo se organizzare picchetti all’esterno dello stabilimento o comunque indire altre iniziative di protesta. Abbiamo saputo che anche a Taranto e a Genova Cornigliano i colleghi si trovano nelle nostre stesse condizioni. E questo riteniamo sia un pessimo segnale che non ci induce all’ottimismo».

I mancati pagamenti, che avrebbero dovuto essere saldati entro 45 giorni, riguardano sia le tre grandi aziende di Novi (Transider, Mcm e Lavagetti) che i padroncini.

Ricordiamo infine che la vicenda della ex Ilva ha già portato alla perdita di svariati milioni di euro a causa del mancato riconoscimento della condizione di “creditori prededucibili” da parte del Tribunale di Milano alle aziende trasportiste.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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