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A19 Palermo-Catania, chiusa ai camion anche la SP19. L’autotrasporto siciliano perde 1,4 milioni di euro

24 gennaio 2020

Già era complicatissimo percorrere attraverso strade alternative la A19 Palermo-Catania con la chiusura per lavori del viadotto Cannatello, il principale collegamento fra i due più importanti porti della Sicilia. Ma adesso che l'ex Provincia di Caltanissetta – ovvero il Libero consorzio di Caltanissetta, come è oggi chiamato - ha impedito il transito ai mezzi oltre le 3,5 ton lungo la SP19, strada precedentemente indicata da Anas come percorribile dopo la chiusura, la situazione potrebbe diventare insostenibile. L'Anas ha infatti deciso un altro tragitto alternativo per i mezzi pesanti con uscita obbligatoria allo svincolo di Tremonzelli. Il nuovo percorso comprende l’attraversamento di ben tre statali (120,117 e 121) e della provinciale 33, prima di poter rientrare in autostrada allo svincolo Mulinello.

«L’autostrada potrà essere utilizzata fino a Resuttano – spiega inoltre Anas in un comunicato – esclusivamente dai mezzi pesanti che abbiano tale località come destinazione finale».

Che questa seconda ipotesi sia assolutamente penalizzante e devastante per il trasporto merci locale lo dimostrano i dati. Il nuovo percorso è costituito infatti da 44 km di strade di montagna, con due paesi da attraversare e, nella migliore delle ipotesi, due ore di tempo perso in coda; il costo per ogni transito, inoltre, supererebbe i 73 euro, con rischi enormi alla sicurezza. E se è vero che sulla SP 19, la settimana scorsa, un camion era andato fuori strada e la circolazione in tilt (e quindi la decisione di Caltanissetta è stata presa apparentemente per questioni di sicurezza), è palese che l'ennesimo cambio di tragitto renderà ancora più lungo e costoso  il percorso degli autotrasportatori.

La gravità della situazione ha provocato le proteste di Trasporto Unito, che ha annunciato insieme ad Aitras di aver avviato una “class action” contro Anas e MIT per il blocco dell’A19, proprio relativamente alla deviazione obbligata fra Resuttano e Ponte Cinque Archi.

Secondo i due sindacati all’origine di questa situazione critica non vi è nulla di casuale o inatteso, ma «si tratta di precise responsabilità del concessionario dell’autostrada A19, l’Anas, e del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per non aver effettuato nei tempi e nei modi dovuti, gli interventi di manutenzione programmata indispensabili per garantire la funzionalità e la regolare viabilità».

Da un primo calcolo il blocco dell’autostrada e le deviazioni in una situazione che «in ogni momento può sfociare in incidenti, sino a oggi evitati solo grazie all’impegno e alla professionalità dei conducenti dei tir», ha comportato per l’autotrasporto dal 20 dicembre a oggi costi aggiuntivi pari a 1,4 milioni di euro.

La situazione di forte disagio della Palermo-Catania è stata segnalata al ministero anche da Infogestweb-Golia. L’azienda di Verona impegnata nello sviluppo di tecnologie e servizi per il settore dell’autotrasporto sottolinea tra l’altro che, a causa delle deviazioni e all’allungamento della tratta, l’autista rischia il superamento delle 9/10 ore di guida giornaliere consentite, con il pericolo di incorrere in pesanti sanzioni insieme con l’azienda di trasporto. Inoltre le alternative prevedono l’attraversamento di centri abitati e il percorso su strade dissestate, trafficate e potenzialmente pericolose che costringono il veicolo a transitare a passo d’uomo. «L’impiego di due autisti da alternare alla guida o consentire ad un unico autista di effettuare in notturna il riposo giornaliero previsto – spiegano a Infogestweb-Golia – sono ipotesi che permetterebbero di rispettare i tempi di guida giornalieri concessi, ma comporterebbero inevitabilmente costi importanti da parte delle aziende di trasporto».

La soluzione proposta dalla società veronese è quindi quella di destinare un ristoro fiscale agli autotrasportatori, che permetta loro di affrontare le spese sostenute per la chiusura del viadotto Cannatello, con la stessa logica del Decreto Genova. Questa soluzione è stata fatta propria dall’associazione ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile) che l’ha trasmessa al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il MIT a sua volta ha provveduto ad inserire l’argomento all’interno della propria agenda, nominando un Commissario straordinario, appoggiato anche dal presidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, e dall’assessore regionale delle infrastrutture e della mobilità, Marco Falcone.

Nel frattempo il consiglio di Infogestweb-Golia alle aziende di autotrasporto coinvolte nei disagi è di conservare adeguata documentazione dei viaggi lungo le tratte alternative che ne hanno allungato considerevolmente il percorso.

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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