LEGGI E POLITICA

Aitras chiede al governo di ripristinare il “vecchio” marebonus

31 gennaio 2020

I trasportatori di Sicilia e Sardegna che a inizio anno avevano dato vita a proteste e blocchi sui porti per protestare contro l’aumento delle tariffe dei traghetti delle autostrade del mare, rappresentati dalle associazioni di categoria presenti nel comitato dell’Albo, si sono confrontati stamattina con il viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti, Giancarlo Cancelleri. Nel corso dell’incontro, Trasportounito/Aitras ha ribadito il sostanziale fallimento del marebonus, «sia sotto il profilo economico» (visto che consiste in un contributo pari a circa il 10% rispetto alla tariffa pagata), «sia sotto il profilo procedurale» (visto che è lungo e farraginoso, tanto che soltanto in questi giorni le aziende stanno ricevendo i fondi per i noli noli effettuati nel 2018), «sia sotto il profilo della trasparenza e della legalità». E qui le critiche riguardano soprattutto le modalità con cui viene erogato il contributo, vale a dire direttamente nelle mani dall’armatore, che è un soggetto privato, senza la previsione di controlli né sotto il profilo fiscale, né sotto il profilo dell’informativa antimafia. Questo – scrive Salvatore Bella, presidente di Aitras – «vuol dire che per pagamenti superiori a 10.000 euro non si procede a una verifica con l’Agenzia delle Entrate/Riscossione e che per pagamenti superiori a 150.000 euro non si procede a richiedere informativa antimafia al prefetto competente».

In ogni caso, l’incontro è servito a comprendere che, rispetto a quanto è avvenuto finora, compresa l’erogazione della misura di sostegno ad aziende extracomunitarie, ormai c’è poco da fare. Possibili azioni sono concepibili per i pagamenti futuri. Sul punto il rappresentante di Trasportounito/Aitras si è espresso a favore del ritorno «al vecchio Ecobonus da riconoscere direttamente agli autotrasportatori» e ha smentito altre associazioni che insistevano rispetto all’impossibilità di farlo, in quanto contrastante con la normativa europea sugli aiuti di Stato. E l'ipotesi che invece possa essere ripristinato nelle modalità "antiche" sarebbe stata confermata anche dalla Regione Sicilia che si è detta «disponibile a collaborare con il MIT per scrivere insieme il nuovo Ecobonus».

Qualche screzio, invece, si è avuto con il viceministro Cancelleri rispetto alla situazione viaria in Sicilia. Trasportounito/Aitras, infatti, chiedeva di ristorare le aziende di autotrasporto e di individuare come percorso alternativo la Messina-Palermo per bypassare la Catania-Palermo, ma il rappresentante del governo ha escluso ogni possibilità al riguardo, argomentandola con la mancanza di fondi. La qualcosa è suonata un po’ asimmetrica ai trasportatori siciliani, che hanno ben presente il diverso trattamento concesso alle aziende di autotrasporto in Liguria.

Sta di fatto che, secondo Trasportounito/Aitras, «le strade proposte come alternative per la chiusura dei viadotti siciliani non sono in sicurezza e che l’Anas, malgrado abbia avuto più di un anno di tempo per individuare percorsi alternativi sicuri, non l’ha fatto, né il ministero ha vigilato sul suo operato». Ragion per cui adesso – secondo Bella – dovrebbe prendersi le sue responsabilità e trovare soluzioni adeguate.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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