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Serracchiani: «Sbloccare l'Ecobonus per dare respiro all'autotrasporto»

28 maggio 2012
«La Commissione europea autorizzi il Governo italiano a sbloccare l’erogazione dei fondi destinati all'ecobonus relativi al 2010 e al 2011». Lo ha chiesto in un’interrogazione alla Commissione europea l’europarlamentare (e membro della commissione Trasporti) Debora Serracchiani, che ne ha dato notizia sabato 26 maggio a Padova nel corso di un convegno organizzato dal Gruppo Federtrasporti. C’è un malessere sempre più profondo nel mondo dell’autotrasporto – ha detto Serracchiani – che deve trovare interlocutori attenti e concreti nel Governo italiano e in Europa, se si vuole evitare che la situazione si deteriori».

Ma l’europarlamentare ha guardato anche avanti, sottolineando come «la concessione dell’Ecobonus per il 2012 e per gli anni successivi sarebbe importante in quanto le normative sui tempi di guida e riposo e sugli orari di lavoro particolarmente stringenti per l’Italia, possono avere un impatto più accettabile se vengono incrementate le quote dei mezzi merci viaggianti su navi».

A questo proposito Serracchiani ha ricordato come sempre più in ambito europeo si consideri entro i 300 km la distanza media percorribile da un camion; «oltre tale soglia – ha puntualizzato – è necessario individuare il passaggio della merce a una diversa modalità».
Quale? Per Serracchiani non ci sono dubbi: «il ferro presenta diverse caratteristiche, non ultima la compatibilità ambientale, che lo rendono privilegiato. E non a caso il 63% (e addirittura oltre l’80% sui corridoi comunitari) dei fondi europei destinati alle infrastrutture viene indirizzato al trasporto ferroviario».
E l’Italia? Purtroppo la quota assorbita dal trasporto ferroviario delle merci è scesa al 6%. E sulle ragioni di questa progressiva flessione Serracchiani ha idee precise: «Io posso anche capire che Ferrovie dello Stato decida di investire nel settore per precisa scelta aziendale, però non è possibile, vista l’avvenuta liberalizzazione del settore, impedire che altri facciano diversamente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA - Uomini e Trasporti

 

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