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10 domande a… Marco Curci

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CARTA DI IDENTITÀ

NomeMarco
CognomeCurci
Età50 anni
Stato Civilesingle
Punto di partenzaRoma
Anzianità di Servizio30 anni
Settore di attivitàtrasporto frigo – carni appese
Segni particolari:barba e baffi
Nickname:Er Molla

1) Hai ereditato da qualcuno la passione per il camion?
Da nessuno. Papà mio faceva il meccanico. Ma la malattia per i camion mi ha contagiato da piccolo. Mi affascinavano quei grossi camion che vedevo passare per strada ed è stato allora che ho iniziato a coltivare la passione. Mi compravo puntualmente tutte le riviste che parlavano di camion. Una vera e propria fissazione!

2) La cosa che ti piace di più del tuo lavoro?
Il fatto di poter girare il mondo in libertà, viaggiare, guidare per ore sul nastro d’asfalto solo in compagnia del rombo del motore e dell’odore del gasolio… 

3) Hai fatto diverse esperienze nel mondo dei trasporti?
Nella vita mia, da quando ho preso le patenti, ho fatto di tutto, compresi i trasporti eccezionali. Ma il lavoro che mi ha dato e mi da più soddisfazione è il trasporto frigo. Anche se purtroppo non hai orari: si viaggia sempre di notte e stai fuori tutta la settimana.

4) Richiede molta perizia il trasporto delle carni appese?
Non è cosa semplice, devi pensare che tutte quelle bestie appese a ganci fissati al tetto del semirimorchio oscillano a ogni movimento del veicolo. Se non stai attento, in curva ti fanno ribaltare. E così anche quando freni. Poi bisogna controllare sempre che la temperatura all’interno del semirimorchio sia quella giusta. Ogni piccola variazione può determinare il deterioramento del carico e la responsabilità ricade su di noi.

5) Che giri facevi durante il lockdown?
La ditta per cui lavoro opera in Italia e mezza Europa. Durante la crisi iniziale dovuta alla pandemia, le famose ‘Zone Rosse’ me le sono fatte tutte: dal nord Italia alla Spagna. A volte capita di caricare carne di pecora nel Viterbese destinata ai mercati spagnoli, altre capita anche di caricare a Mantova e consegnare in Lombardia e in Veneto.

6) In cabina non deve mancare mai…?
Beh, specie in questo periodo, le scorte di acqua e cibo che faccio puntualmente prima della partenza. Sono attrezzato con minifrigo, campingas e moka per il caffè.

7) Ti trovi bene all’estero?
In un certo senso viaggiare all’estero, anche nel periodo clou della crisi pandemica era meglio che in Italia. Ricordo di paesini in Spagna dove arrivavo con il mio bilico da 18 metri e, attraversando quelle viuzze strette la gente mi applaudiva dalla finestra. Mi accoglievano come un salvatore, sapendo che trasportavo generi alimentari.

8) La cosa che hai sofferto di più durante il lockdown?
Beh come tutti nel nostro mestiere, la chiusura degli autogrill e dei bagni. È stata veramente dura, specie per noi che viaggiamo per lunghe ore la notte!

9) Single convinto, o…?
Divorziato. Purtroppo, con il tipo di vita che faccio mantenere un rapporto duraturo e sereno con la famiglia è difficile. Ho due figlie grandi, quando ci separammo loro ancora erano piccolissime. Ora capisco che mi sono perso molto, ma è troppo tardi. Tempo fa la più grande, con la quale non ci sentivamo da anni, si è ricordata del mio onomastico e mi ha telefonato. Mi sono commosso.

10) Perché Er Molla?
Da ragazzo ero ‘no sciupafemmine. Ho avuto e mollato tante ragazze… da lì il soprannome!

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti