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Multato a Siena camion con emulatore di adblue: ma le sanzioni (modeste) non frenano il fenomeno

Un camion fermato a Siena viene punito con 500 euro perché montava un congegno per evitare l'uso della sostanza taglia-emissioni. Ma in Italia si riscontrano sanzioni più elevate e più modeste. In ogni caso manca una norma specifica. Non sarebbe il caso di fare ordine?

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Cominciano ad arrivare i primi dati sulla campagna di controlli europei promossa da promossa da RoadPol e in qualche caso vengono fuori delle anomalie. Da Siena, per esempio, arriva il bilancio della locale Polizia Stradale che contempla il controllo di 65 mezzi pesanti – 51 camion e 11 bus – sanzionandone rispettivamente 43 e 14. La maggior parte delle sanzioni a carico dei camion riguarda la violazione dei tempi di guida e di riposo. Fa eccezione il caso di un autista di 43 anni, originario di Rovigo, che è stato fermato nei pressi di Monteriggioni carico di rifiuti industriali prelevati e Civitavecchia e da traferire in un centro raccolta di Casalgrande (Reggio Emilia). Senonché gli agenti di polizia si sono accorti della strana presenza di una piccola scatolina, al cui interno funzionava quello che in genere viene chiamato un emulatore di AdBlue, vale a dire di un congegno elettronico che invia dati alla centralina di gestione del veicolo, segnalandogli la presenza del liquido taglia-emissioni nell’apposito serbatoio, quando invece è totalmente assente. Bisogna sottolineare che gli agenti sono stati sicuramente attenti nello scovare il dispositivo, ciò che invece lascia interdetti è la sanzione, calcolata in circa 500 euro, insieme all’obbligo di sottoporre il veicolo a una nuova revisione.

Per carità, loro non hanno fatto altro che applicare una legge, che peraltro non contempla il caso in questione, anche se tutto sommato l’ammontare finale della sanzione è irrisorio, visto che parliamo di un camion che retrocede di 25 o più anni in termini di emissioni inquinanti, tornando praticamente a livelli di un euro 1 se non addirittura 0. E non a caso anche la diffusione degli emulatori è in crescita. In pratica si arriva a poco più di 500 euro sommando alla sanzione per mancanza di caratteristiche costruttive del motore, pari a poco meno di 90 euro, quella per mancato aggiornamento della carta di circolazione a seguito del montaggio dell’emulatore, di circa 430 euro. E quindi applicando gli articoli 71 e 78 del Codice della Strada. Si tenga presente, peraltro, che se la stessa sanzione viene pagata entro cinque giorni scende ad appena 362,60 euro.

Sanzioni di livello variabile

L’altra anomalia è che in realtà se si vanno a leggere le cronache recenti si trovano casi di sanzioni più elevate o in qualche caso anche più contenute. Circa un anno fa (il 10 marzo 2019), per esempio, la polizia di Bentivoglio, nei pressi di Bologna, aveva applicato una sanzione di quasi 1.000 euro accompagnata al ritiro della carta di circolazione. Ad Ancora, invece, nei pressi del casello autostradale a Nord del capoluogo marchigiano, nel novembre del 2019 ci si accontentava di una sanzione di 431 euro.

Vale la pena? Facciamo due conti

Il problema quindi è duplice: da una parte non esiste una sanzione dedicata e quindi esistono discrepanze tra casi praticamente identici; dall’altra è l’efficacia dissuasiva della sanzione stessa. La ragione è presto detto: siccome, facendo i conti a spanne, un veicolo euro VI consuma tra i 250 e i 300 euro di AdBlue (può essere più o meno in base ai chilometri percorsi, ma anche alle tipologie di percorsi) e siccome un emulatore ormai si trova sul web o nelle aree di servizio spendendo tra i 40 e i 100 euro, alla fine il rischio di pagare 4-500 euro per una sanzione non fa paura. Perché è una cifra che, sommando pure le spese per l’emulatore, in meno di due anni di utilizzo si riesce comunque ad ammortizzare.

L’eccezione del trasporto internazionale

Fanno eccezione, però, i camion utilizzati per trasporti internazionali. In questo caso il Comando Polizia Locale – Trento – Monte Bondone ha realizzato un piccolo record: in 9-10 mesi del 2019 nel loro contenuto territorio sono riusciti a scovare ben 85 camion che montavano tale dispositivo. Pensate che in tutto il 2018 nell’intera e grande Germania la polizia stradale è riuscita a fare altrettanto. Ma la trovata di questo comando di polizia locale è di aver scovato una soluzione alternativa ai ricordati articoli del codice della strada. Per la precisione chiamando in ballo l’articolo 46 della Legge n° 298/1974, quello cioè che punisce il trasporto abusivo, vale a dire il trasporto merci effettuato con veicoli sprovvisti di autorizzazioni conto terzi oppure violando le condizioni o i limiti stabiliti nella licenza o autorizzazione. Norma applicabile pure nei casi di circolazione di veicoli immatricolati all’estero sprovvisti della prescritta autorizzazione al trasporto internazionale, in base al decreto legge n. 167/2000. Ragion per cui se un camion sta effettuando un trasporto internazionale per il quale serve un’autorizzazione CEMT, siccome questa autorizzazione viene rilasciata soltanto a veicoli euro V o Euro VI, il camion con emulatore, proprio perché retrocede in termini di emissioni al livello di un euro 0 o 1, circola in maniera abusiva. Da qui la sanzione che in genere è calcolata in 4.130 euro.

L’esperienza di altri Paesi

Vi sembra molto? Beh, sappiate allora che in Europa la manomissione dell’impianto Adblue può far incappare in una sanzione fino a 25.000 euro e in qualche caso corredata anche da alcuni mesi di carcere. Ora capite come mai la polizia di Monte Bondone riesce in questa materia a essere più efficiente della Germania?

In ogni caso sarebbe opportuno mettere ordine alla materia e soprattutto prevedere delle sanzioni specifiche, anche perché mentre concediamo incentivi per acquistare camion ecocompatibili, mentre chiediamo ai costruttori di camion di contenere sempre di più le emissioni dei motori, mentre cioè spendiamo per l’ambiente miliardi e miliardi di euro, poi qualche sciocco vanifica tutto per risparmiare poche centinaia di euro.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti