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I costruttori di camion sostenibili scoprono il Green Bond

Praticamente in contemporanea sia Scania che Volvo Trucks si sono qualificate per poter emettere dei Green Bond, vale a dire delle obbligazioni di varia natura con cui finanziare progetti finalizzati a rendere più sostenibile il trasporto

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I costruttori di veicoli industriali scoprono la finanza verde, sposando la modalità dei Green Bond, vale a dire una sorta di obbligazione con cui chi lo emette comunica ai potenziali investitori i progetti che saranno finanziati tramite il Bond stesso e indica la maniera con cui saranno investiti i proventi derivanti dalla raccolta. Praticamente quasi in contemporanea hanno deciso di ricorrere a tale tecnica e di qualificarsi per poter emettere Green Bond sia Scania che Volvo Trucks, non a caso due costruttori svedesi che in qualche maniera hanno la sostenibilità nel DNA

Scania, per la precisione, ha spiegato – attraverso il direttore finanziario Johan Haeggman – la sua intenzione di «guidare il cambiamento verso un sistema di trasporto privo di combustibili fossili e i Green Bond ci permetteranno di accelerare questa transizione. Siamo consapevoli del fatto che la decarbonizzazione del sistema di trasporto a livello mondiale richiederà, nei prossimi anni, di dare vita a delle partnership tra i diversi settori, incluso il mondo finanziario».
Da parte di Volvo Trucks il presidente e CEO, Martin Lundstedt, ha chiarito che il Gruppo di cui è alla guida ha «una visione olistica della sostenibilità» e di conseguenza si è detto «molto lieto di dimostrare che stiamo sostenendo questa transizione con ogni parte della nostra organizzazione». Jan Ytterberg, CFO del Gruppo Volvo, ha aggiunto che l’emissione di bond verdi «è un modo per riconoscere che il mercato del debito avrà un ruolo importante nel raggiungimento degli obiettivi dell’accordo di Parigi, incanalando i fondi verso progetti che avranno un profondo impatto sulla riduzione delle emissioni di CO2».


Prima di poter emettere Green Bond bisogna sottoporsi a un’analisi (il Green Bond Framework) che serve a verificare se effettivamente i progetti della società che chiede l’emissione siano idonei per essere finanziati con entrate derivanti dai Green Bond. L’ente che ha effettuato la verifica per entrambe le società è stata la norvegese CICERO Shades of Green, assegnando a ognuna la valutazione “verde scuro”, quella cioè più elevata.

Scendendo nel dettaglio, Scania ha definito obiettivi ambiziosi di riduzione delle emissioni di carbonio, come certificato dalla Science Based Targets Initiative. Tra questi c’è l’obiettivo di dimezzare, dal 2015 al 2025, le emissioni di carbonio derivanti dalle proprie attività e la riduzione del 20% delle emissioni di CO2 generate dai propri veicoli industriali, autobus e motori in attività. Questo rappresenta oltre il 95% dell’impatto ambientale di Scania. L’azienda ha già raggiunto l’obiettivo fissato per il 2020 facendo sì che i suoi 10 principali impianti di produzione nel mondo venissero alimentati da energia elettrica non da combustibili fossili. I proventi delle obbligazioni potranno servire anche a migliorare le performance dei veicoli industriali e a realizzare infrastrutture di ricarica efficienti per veicoli elettrici.

Nel caso di Volvo Trucks, invece, l’emissione di obbligazioni ecologiche, di carte commerciali verdi e di prestiti verdi servirà a raccogliere fondi da destinati a progetti in settori quali la ricerca e lo sviluppo e la produzione di veicoli elettrici, macchine e motori con emissioni zero. I fondi saranno anche utilizzati da Volvo Financial Services per offrire prestiti verdi ai clienti che acquistano prodotti elettrici del Gruppo.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti