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Agli autisti bulgari e rumeni non si applica l’obbligo di quarantena. Ma a determinate condizioni

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I casi di Covid-19 registrati in Romania e in Bulgaria si sono moltiplicati nelle ultime settimane. Ed ecco perché il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha diffuso un’ordinanza (al momento sul sito del ministero, ma presto dovrebbe accedere in Gazzetta Ufficiale) con cui viene introdotto, per adesso fino al 31 luglio 2020, l’obbligo di sorveglianza sanitaria e di isolamento fiduciario nei confronti di coloro che negli ultimi 14 giorni abbiano soggiornato o transitato in tali Paesi. 

Attenzione però perché, analogamente a quanto già avvenuto per gli autisti provenienti da alcuni Paesi della ex-Jugoslavia e della Moldavia (vale a dire Serbia, Montenegro, Kosovo, Bosnia Erzegovina, Macedonia del Nord), l’ordinanza del ministro non si applica agli equipaggi dei mezzi di trasporto e al personale viaggiante dei mezzi di trasporto, ai quali è consentito l’ingresso e il transito in Italia e per i quali quindi non sussiste un obbligo di quarantena, a patto che rispettino le condizioni riportate dall’art. 5, commi da 5 a 7, del DPCM 11 giugno 2020, vale a dire:
– le 120 ore di permanenza sul territorio italiano;
– la comunicazione dell’ingresso al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente;
– l’autodichiarazione contenente i motivi del viaggio;
– l’obbligo di lasciare il territorio entro i tempi autorizzati;
informare l’autorità sanitaria in caso di insorgenza di sintomi.bul

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti