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Bagnoli (Fiap): «Certezza dei pagamenti e pronta liquidità per evitare la chiusura di migliaia di imprese»

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«Il problema del pagamento delle fatture scadute sta emergendo oggi in maniera drammatica, ma purtroppo è una questione che ci trasciniamo dietro da anni». Massimo Bagnoli, presidente FIAP, racconta così, volgendo lo sguardo indietro, la situazione di forte sofferenza degli autotrasportatori italiani per l’emergenza Covid-19. «Già dal 2010 con la legge 127 si era tentata una regolamentazione, ma purtroppo i risultati non erano stati soddisfacenti. In questo momento poi, con l’emergenza pandemia, possono passare comportamenti non corretti. Ma se solo per un anno fosse possibile l’indeducibilità fiscale delle fatture che non vengono pagate, siamo convinti che buona parte della liquidità la si potrebbe trovare proprio nel nostro lavoro. Chiediamo semplicemente il rispetto dei lavori svolti e che alle aziende venga garantita la certezza sui pagamenti e una pronta liquidità per far fronte all’attuale crisi in atto». 

«Ci stanno consigliando, a noi e ad altre associazioni, di prendere soldi a prestito – continua il presidente – Sono contento che la BCE possa concederli allo 0,50%, ma se dobbiamo richiedere prestiti per pagare le nostre fatture, forse sarebbe meglio che questi prestiti li prendessero i committenti per pagarci». 

«Ormai nell’ambiente associativo è passata l’idea che l’autotrasporto si deve far carico di tutto – aggiunge Bagnoli – ma non può essere così, non siamo così forti. L’autotrasporto stavolta rischia di fermarsi per davvero e, se questo accade, anche la committenza si troverebbe ad avere una concorrenza tra aziende di trasporto non così larga come al momento attuale. Se le imprese meno capitalizzate non ce la faranno, insomma, lo scenario di domani sarà stravolto».

Da qui le richieste avanzate da FIAP in solitaria (vale a dire in modo diverso e distinto rispetto a Unatras) proprio per scongiurare tale sciagurata prospettiva e per concedere un sostegno concreto alle aziende di autotrasporto: 
–  la tutela dei crediti per i servizi svolti, tramite – appunto – l’indeducibilità delle fatture emesse dalle imprese che si attivano nel caso di mancato pagamento;
– la sospensione del pagamento dei pedaggi autostradali per il trasporto delle merci;
– lo smobilizzo e pronta erogazione di tutte le risorse gestite dal ministero dei Trasporti, attualmente previste da contributi e incentivi pubblici; 
– l’accelerazione delle procedure connesse alla gestione del recupero delle accise sui carburanti;
– l’ampliamento della moratoria del pagamento di canoni di leasing, finanziamenti e mutui a tutto il settore; 
– l’attivazione di un Fondo specifico per l’autotrasporto per dare liquidità immediata; 
– la possibilità per le imprese del comparto di liquidare negli stipendi dei propri addetti un “premio” esentato da qualsiasi tributo.

Bagnoli sottolinea inoltre come il settore stia vivendo questa emergenza in prima linea, dando dimostrazione della sua forza e dell’impegno instancabile verso le persone, la società, il Paese: «Ma è così da sempre, ogni giorno – aggiunge – solo che in questa situazione la cosa è semplicemente più evidente. Sono questi i momenti nei quali le associazioni dell’autotrasporto devono porsi con la massima chiarezza di obiettivi e, soprattutto, unitarietà nei confronti di Governo e istituzioni per permettere alle imprese di svolgere il proprio lavoro, allontanando lo spettro della chiusura».

«La Fiap – polemizza il Presidente – ha tentato di sollecitare una linea di azione comune, proponendo e condividendo le proprie valutazioni e idee in tavoli di ampia partecipazione, nella ricerca delle migliori condizioni per le aziende, ma senza ottenere il risultato sperato. Purtroppo, percorsi sostanzialmente autonomi e di bandiera hanno prevalso, e anche le indicazioni espresse da un organo che dovrebbe rappresentare l’unità negli intenti, quale Unatras, hanno deluso le reali aspettative degli imprenditori del nostro settore. E molte imprese hanno già esternato l’ipotesi di un fermo, qualora in modo evidente venisse meno la tutela e il riconoscimento economico del loro lavoro».

«Queste è la posizione che come Fiap non mancheremo di testimoniare ogni giorno al Governo – conclude Bagnoli – per far comprendere chiaramente che esitare ulteriormente su questi punti porterà in maniera irrevocabile alla chiusura di migliaia di imprese».

 

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti