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CdS: chiarimenti sui limiti di massa per i veicoli ad alimentazione alternativa

Il ministero dell’Interno con una circolare alla Polizia Stradale chiarisce le eccedenze massime per i veicoli alimentati con carburanti alternativi

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Con circolare n. 300/A/6319/19/108/5/1 del 16 luglio scorso, inviata ai Compartimenti della Polizia Stradale, il ministero dell’Interno ha fatto chiarezza sulla corretta interpretazione dei commi 2 bis e 5, dell’art. 167 del Codice della Strada, relativi alle ipotesi di eccedenza di peso riscontrate nei confronti di veicoli ad alimentazione alternativa.

Nello specifico, il comma 2 bis, art. 167 CdS si riferisce ai veicoli di massa superiore alle 10 ton e prevede che i veicoli con alimentazione alternativa (metano, elettrica, ibrida, ecc.), possano circolare con una eccedenza del 15% rispetto alla massa indicata nella carta di circolazione, purché questa non superi il limite del 5% + 1 tonnellata di detta massa. Il ministero, considerando il comma 2 bis in combinato disposto con il comma 5 dello stesso art. 167 Cds, ritiene che, nel caso di veicoli complessi che hanno massa complessiva a pieno carico superiore alle 10 ton, la tolleranza da applicare nel calcolo del peso debba essere quella di cui al comma 2 bis.

A titolo esemplificativo, il ministero riporta nella circolare l’esempio di un veicolo complesso con massa complessiva autorizzata pari a 44 ton, che, per effetto di quanto sopra, può arrivare a un peso massimo di 47,2 ton (44 + 3,2 di tolleranza data dalla somma della tolleranza del 5% + 1 tonnellata).

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti