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Le feste senza i tuoi? Per un autotrasportatore è spesso normale

In tanti si lamentano perché quest'anno, peraltro per una causa superiore, sono costretti a vivere il Natale lontano da casa. Eppure ci sono settori che spesso impediscono a chi vi lavora all'interno di condividere le feste con i propri cari. E l'autotrasporto è tra questi...

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Il Natale che quest’anno ci accingiamo a celebrare sarà senz’altro anomalo, più doloroso sotto il profilo degli affetti e della libertà personale. Sicuramente lo ricorderemo per anni.
Il DPCM dedicato alle festività, emanato con l’obiettivo di contrastare la diffusione del virus, ha introdotto una serie di regole e divieti che impatteranno fortemente su tutto il periodo che arriva fino al 6 gennaio, stravolgendo tradizioni consolidate nel tempo. Per molti italiani tutto ciò significherà trascorrere il Natale lontano dai propri cari, sacrificio necessario per cercare di tutelare la salute di tutti, con particolare attenzione alle categorie più deboli, anziani in testa.

Al di là di quest’anno terribilmente complicato, ci sono tanti settori che, in genere, impediscono a chi vi lavora all’interno di trascorrere in famiglia le festività o le ricorrenze importanti. E tra questi compare ovviamente l’autotrasporto.
Negli ultimi mesi abbiamo toccato con mano cosa significhi restare lontano dai propri cari e quanto sia difficile: la preoccupazione che possa accadere loro qualcosa, il dispiacere di perdersi i primi passi dei propri nipoti, di non poter festeggiare la laurea dei propri figli, di non poter essere accanto a un proprio caro malato come si vorrebbe, sono solo alcuni esempi di situazioni che ci hanno accomunato durante – e anche profondamente segnato – nel corso dell’anno. Ma tutto questo è, spesso e purtroppo, la realtà per chi lavora nell’ambito dell’autotrasporto.
In questo settore conciliare lavoro e vita privata è spesso complicato: non sempre è possibile trascorrere le ore di riposo a casa, gli orari lavorativi sono molto flessibili, i giorni di riposo variabili e le distanze da percorrere molte.

La pandemia di Covid-19 ha messo senz’altro in risalto quanto l’autotrasporto sia fondamentale per il Paese: cibi, prodotti di consumo quotidiano, generi di prima necessità, farmaci… sono soltanto alcune tipologie di merci che non si possono fermare. E, di conseguenza, nemmeno chi le trasporta: per gli autotrasportatori Natale, Capodanno, Pasqua, il Primo Maggio… diventano giorni lavorativi come gli altri.

Come fare per sentirsi vicini nonostante la distanza?

Negli ultimi anni la tecnologia ci è venuta molto in aiuto in tal senso. Pensate, per esempio, alle piattaforme di supporto per le videochiamate (come Skype o Zoom, solo per citarne alcune), ai sistemi di messaggistica istantanea (Whatsapp e Telegram), ai social (Facebook, Instagram) che permettono di vedere e condividere foto e video della nostra vita, al roaming dati che, di recente, è diventato gratuito in Europa.
Tutti questi sistemi sono un supporto per mantenere una quotidianità con i propri cari e con le proprie famiglie, nell’impossibilità di essere fisicamente presenti. Certo, non sostituiscono la relazione vis a vis, ma rappresentano un buon compromesso.
Nel corso del lockdown primaverile in molti hanno cominciato a darsi appuntamento su Whatsapp video per fare un break, una cena o un’attività in compagnia (chi guardava un film e lo commentava, chi faceva ginnastica, chi studiava insieme). Chi si è trovato a vivere una socialità a distanza ha cercato varie strategie per farne fronte e lo stesso avverrà anche in occasione di queste festività.
Chi lavora nell’autotrasporto si è oramai abituato a ricorrere al “mondo virtuale” per rimanere connesso con la sua famiglia. Una panacea per superare momenti vissuti in solitudine invece che in grande socialità, come si è solitamente fatto in passato e come ci si augura di tornare a fare quanto prima.

Curiosità
SE IL NATALE RENDE MENO NEMICI

Il Natale è una festività talmente importante che merita di essere “festeggiato” anche quando l’unica compagnia di cui si dispone è un uomo con una divisa diversa. È accaduto veramente: i soldati del fronte occidentale, impegnati a combattere la prima guerra mondiale, nei giorni a ridosso del Natale del 1914, decisero spontaneamente di interrompere le ostilità e lasciare le trincee per incontrarsi in una terra neutra e scambiarsi gli auguri, fraternizzare e scambiarsi del cibo. Questo episodio viene ricordato come «la tregua di Natale».

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