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Conftrasporto: il 60% delle imprese di autotrasporto ha finito la liquidità e chiesto il blocco degli affidamenti bancari

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Aver lavorato sempre, non significa non aver sofferto. L’autotrasporto italiano è rimasto sempre in attività per garantire la distribuzione di generi di prima necessità, ma ciò non toglie che, rispetto ai mesi di marzo e aprile del 2019, ha percorso comunque 900 milioni di chilometri in meno, ha fatturato 1,8 miliardi in meno e ha visto nascere il 30% di aziende in meno. Questi datiraccolti da Conftrasporto-Confcommercio ed elaborati dall’Ufficio studi Format Research, tracciano il quadro di un settore che, seppure non ha mai smesso di viaggiare, spesso lo ha fatto (e lo continua a fare) in perdita, non riuscendo a controbilanciare il viaggio di andata (carico) con quello di ritorno (vuoto). 

In più, le imprese di autotrasporto quando trasportano anticipano i costi del servizio e quei soldi li rivedono soltanto dopo mesi, se non addirittura dopo un anno, in quanto diversi committenti hanno deciso di rinviare i pagamenti. Anche qui i numeri parlano chiaro: se negli ultimi tre anni 2 imprese su 3 hanno vissuto un allungamento dei tempi di pagamento, nei primi mesi del 2020, addirittura, quasi il 60% delle aziende ha letteralmente certificato (o sta per farlo) la mancanza di liquidità per covid-19, chiedendo il blocco degli affidamenti bancari in essere.

E tutto questo ha generato effetti sull’occupazione, con una perdita in termini di retribuzioni e contributi stimabile nel complesso in circa 370 milioni di euro, coperta in parte dagli ammortizzatori sociali.

E poi ci sono le conseguenze sulla nascita di nuove imprese. Secondo i dati Conftrasporto-Confcommercio, rimanere aperti aiuta a mitigare il tasso di mortalità di breve termine delle imprese, ma i cali di domanda riducono la natalità in modo drastico e veloce. Se la situazione dovesse permanere anche nel prossimo trimestre, il saldo demografico delle imprese potrebbe avere effetti permanenti sulla tenuta del settore.

« Occorre che chi tiene i cordoni della borsa si attivi per garantire la disponibilità concreta e immediata di risorse alle aziende di autotrasporto – spiega il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè – facendo sì che i committenti paghino nei tempi previsti, il sistema bancario faciliti l’accesso al credito, la committenza eviti di speculare sulle spalle degli autotrasportatori rivedendo al ribasso le tariffe, e soprattutto che il Governo garantisca forme dirette di finanziamento anche a fondo perduto al settore, mancata fino ad ora. Le imprese non possono più attendere», conclude il vicepresidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti