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Covid-19, produzione sospesa anche per DAF, MAN e Scania

L’espansione dell’epidemia ha bloccato praticamente tutte le fabbriche in Europa dei principali costruttori. E dopo la chiusura degli impianti continentali di FCA, pure Iveco rischia lo stop

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Dopo Daimler, Ford Europa, Volkswagen e Renault Trucks, l’emergenza coronavirus non fa prigionieri e colpisce anche gli altri principali costruttori di veicoli industriali del Continente.

Ad annunciare la sospensione della produzione sono infatti ora DAF e il Gruppo Traton, che possiede i marchi MAN e Scania. Nel frattempo FCA, attraverso le controllate FCA Italy e Maserati, ha disposto la cessazione temporanea della produzione fino al 27 marzo negli impianti italiani di Melfi, Pomigliano, Cassino, Mirafiori, Grugliasco e Modena e nelle fabbriche di Kragujevac, in Serbia, e di Tychy, in Polonia, nonché – notizia di oggi – nei siti nordamericani (Stati Uniti, Canada e Messico). La situazione è tale per cui, anche se manca ancora l’ufficialità, gli stabilimenti Iveco potrebbero rischiare a breve lo stop totale. Per il momento sono chiuse le officine di Brescia e, fino al 23 marzo, la Sevel di Val di Sangro, che fabbrica i furgoni Ducato a marchio Fiat Professional e per PSA.

DAF – Carenza di parti di ricambio e paura del personale per il virus sono i motivi che hanno spinto l’azienda olandese a interrompere temporaneamente la produzione di camion dal 23 marzo, compreso lo stabilimento di Leyland, nel Regno Unito. La fabbrica di Westerlo, in Belgio, è invece chiusa già da oggi. DAF applicherà anche la riduzione dell’orario di lavoro, mentre servizi e concessionari rimarranno operativi. Non è stato fissato alcun termine per la riapertura dei siti produttivi.

GRUPPO TRATON – Tutti i marchi europei di Traton chiuderanno temporaneamente diversi impianti in Europa, richiedendo anche la cassa integrazione temporanea (Kurzarbeit) per sostenere i suoi lavoratori in Germania durante la pausa. Anche qui la motivazione è la difficoltà di rifornire gli impianti per la pandemia: «Per mantenere la nostra forza lavoro in salute – ha affermato Andreas Renschler, AD di Traton – rallenteremo in modo significativo la linea o la fermeremo temporaneamente del tutto. Allo stesso tempo, stiamo facendo tutto il possibile per garantire ai nostri clienti assistenza e ricambi». Le reti di servizio resteranno dunque in funzione, mentre gli impiegati amministrativi sono in smart working dal 13 marzo e non vengono più effettuati viaggi di lavoro o organizzati eventi a cui i dipendenti parteciperebbero di persona. Del Gruppo fanno parte MAN e Scania (vedi sotto) e Volkswagen Caminhões e ibusnibus in America Latina, divisione che per il momento continuerà l’attività.

MAN TRUCK & BUS – L’azienda bavarese ha sospeso temporaneamente la produzione da oggi nella sua sede di Monaco. Negli altri stabilimenti tedeschi la cessazione delle attività verrà presa con decisioni individuali. MAN ha poi richiesto la cassa integrazione temporanea per un gran numero dei suoi addetti alla produzione in Germania, a partire da lunedì 23 marzo. La produzione sarà ridimensionata anche negli impianti all’estero, mentre le sedi di vendita e assistenza in tutto il mondo rimarranno funzionanti, purché la situazione generale lo consenta, al fine di garantire le catene di approvvigionamento.

SCANIA – La casa svedese interromperà la produzione nella maggior parte dei propri impianti europei a partire da mercoledì 25 marzo, sempre a causa della carenza di componenti e per le problematiche nella catena di fornitura e logistica. Pure in questo caso le officine e i centri ricambi rimarranno operativi. Allo stato attuale, Scania prevede di riprendere la produzione entro due settimane. Il personale direttamente coinvolto nell’interruzione è impiegato presso gli stabilimenti in Svezia, nei Paesi Bassi e in Francia. Invece le operazioni industriali di Scania in America Latina, che rappresentano circa un quinto del volume di produzione dell’azienda, continueranno senza problemi.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti