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Francia: stop ai tempi di guida. I sindacati invitano gli autisti dei settori non essenziali al diritto di recesso

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Oggi è la volta della Francia a sospendere la normativa sui tempi di guida e di riposo o, meglio, a rivedere i limiti della sua applicazione. Dopo che nelle scorse settimane la stessa decisione era stata presa dalla Spagna, dal Belgio e dalla Danimarca, sulla Gazzetta Ufficiale francese del 21 marzo è stata pubblicata una normativa, destinata a rimanere in vigore – salvo proroghe – fino al 15 aprile 2020, in cui si prevede che i veicoli pesanti possono circolare fino a 10 ore al giorno, arrivando a un massimo di 11 per due volte a settimana, con un totale di 72 ore settimanali, «a condizione – si legge nella normativa – che tali aumenti siano conformi alle disposizioni di legge e regolamentari in materia di orario di lavoro e di riposo applicabili ai conducenti». 

Il problema si è posto in particolare rispetto ad alcuni settori giudicati essenziali – quali i servizi sanitari, le farmacie, i negozi di generi alimentari, le banche, le stazioni di servizio o le aziende di distribuzione della stampa, ma anche la gestione dei rifiuti, gli imballaggi, l’approvvigionamento energetico, l’agricoltura o la zootecnia – che non possono essere interrotte. 
Anche in Francia, comunque, si è posto il problema delle strutture in grado di garantire agli autisti al lavoro un pasto e un servizio igienico e per risolverlo è stato annunciata la pubblicazione di una guida in tal senso all’interno del sito governativo Bison Futé.

In ogni caso la tensione resta alta, lo testimonia il fatto che il 20 marzo la Federazione dei trasporti e della logistica dell’UF ha invitato coloro che lavorano nel settore dei trasporti non essenziali ad avvalersi del diritto di recesso a partire da lunedì 23 marzo. «Per il trasporto di merci su strada – si legge in una lettera aperta della Federazione – a parte qualche parcheggio riaperto qua e là, non ci sono molti cambiamenti in termini di servizi igienici, docce, ristoranti, accoglienza dei camionisti presso i committenti». Ragion per cui se rispetto al trasporto di beni di prima necessità il sindacato richiede l’adozione di misure molto forti in termini di salute, igiene e sicurezza, per gli altri settori invita i lavoratori a esercitare il diritto di recesso.

Ricordiamo che per il diritto del lavoro francese, il diritto di recesso è la possibilità concessa a un dipendente di recedere da una situazione lavorativa quando vi sono ragionevoli motivi per ritenere che essa rappresenti un pericolo grave e imminente per la sua vita o la sua salute. È un diritto individuale, ma esercitabile anche collettivamente.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti