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Fumare? Nuoce gravemente alla salute

Fumo da così tanto tempo che nemmeno mi ricordo quando ho cominciato. Per me è un'abitudine, ma anche un piacere. Allora mi chiedo: come può un piacere fare male? Hermes S_Lugo (Ra)

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È la principale causa di morte in tutto il mondo. Questo l’identikit:
– miscela di circa 5000 sostanze gassose e corpuscolate tutte più o meno dannose per l’organismo
– ha un effetto tossico, irritante, cancerogeno e ossidante
– aumenta in maniera esponenziale il rischio di tumori, enfisema, infarto, ictus e di un’altra decina di malattie croniche e dunque accorcia in media la vita di 10 anni
– causa sterilità e impotenza
– invecchia la pelle e macchia i denti
– fa male anche a chi ci sta vicino
– inquina l’ambiente

L’avete individuato? Vi dicono nulla quelle scritte in grassetto intimidatorie e terrorizzanti che dovrebbero farcelo riconoscere come uno dei principali avversari della nostra vita? Servono altri indizi? È anche causa di incidenti stradali. A questo punto avete tutti gli elementi per smettere di fumare. Se proprio non ci riuscite comunque provate ad astenervi mentre guidate. Uno studio di qualche anno fa condotto dal Dipartimento di Sanità Pubblica, Unità di Tabaccologia dell’Università La Sapienza di Roma ha infatti dimostrato che fumare al volante è addirittura più rischioso che parlare al cellulare. Il guidatore deve infatti cercare il pacchetto ed estrarre la sigaretta, cercare l’accendino e accendere la sigaretta, fumare la sigaretta e quindi spegnerla. Ciascuna di queste “fasi” rappresenta una possibile fonte di distrazione, nasconde cioè il pericolo di ruotare la testa e/o distogliere lo sguardo dalla strada. Secondo i calcoli dei ricercatori, il tempo medio di distrazione è di circa 3 secondi per prendere sigarette e accendino e di circa 2 per accendere la sigaretta, contro i 2 secondi che servono per rispondere al telefonino. Troppo, soprattutto se si viaggia a 90 km/h. Vi sono poi alcuni fumatori che per accendere la sigaretta addirittura lasciano il volante con entrambe le mani. Senza dimenticare che i tabagisti compiono questi gesti alla guida numerose volte, creando reiterate occasioni di rischio per la sicurezza stradale. E anche se non esistono studi che correlano in maniera evidente incidenti e sigarette, i dati ACI-Istat parlano di un 15% circa.

Come se non bastasse, se il guidatore è un tabagista, nell’abitacolo l’aria diventa povera d’ossigeno e ricca di monossido di carbonio e di smog, cioè di polveri sottili, con conseguente riduzione della vigilanza e dei riflessi e gravi rischi per la salute dei passeggeri. Anche in questo caso parlano i dati scientifici. Un gruppo di ricercatori scozzesi ha condotto infatti uno studio dimostrando che se si guida in auto si supera costantemente il valore soglia di polveri fini per ogni metro cubo d’aria fissato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E che dire poi del danno ambientale causato dal lancio di mozziconi dal veicolo in movimento oppure dei pericoli derivanti dalla caduta accidentale della sigaretta accesa all’interno del veicolo?

Da qualche anno la legge italiana vieta il fumo nei locali pubblici e, dopo una fase di “rodaggio”, siamo tutti più contenti di non sentire più l’odore di tabacco nei cinema o nei ristoranti. È nell’aria una proposta di legge per estendere il divieto anche mentre si è al volante sulla quale però i pareri sono discordanti. Per i medici la tolleranza nei confronti delle “bionde” è zero, nonostante la consapevolezza della difficoltà di smettere; ma, come scriveva Shakespeare, «le buone ragioni devono far spazio a ragioni migliori».

Buon viaggio!


Annagiulia Gramenzi
Annagiulia Gramenzi
Ricercatore Dip. medicina clinica Univ. Bologna
Scrivete a Annagiulia Gramenzi: salute@uominietrasporti.it