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Gioia Tauro, un porto anticiclico: +52,5% da inizio anno

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Ma dov’è questa crisi? È la domanda che aleggia sempre più definita sul porto di Gioia Tauro. Proprio in questi giorni di emergenza, infatti, prende il via sullo scalo calabrese l’estensione temporanea dell’area portuale in concessione a MCT e richiesta dal terminalista MSC per poter depositare circa 40 mila container. Tale richiesta, avanzata in piena emergenza sanitaria (intorno ai primi giorni di aprile) e parte integrante del programma SOT (Sospensione dei Transiti), è funzionale a far fronte alla congestione di merce nei magazzini di stoccaggio creata dagli squilibri provocati sul commercio di container dal coronavirus. Vale a dire con lo stop alle attività che si è creato inizialmente in Cina nei primi mesi dell’anno e che poi, quando in questo paese è iniziata la ripresa, si è scontrato con il blocco delle attività stabiliti in altri paesi, in particolare europei. Quindi, in questa fase i traffici procedono ancora a ritmo sincopato, ma nella previsione di un ritorno alla normalità, MSC ha aumentato i servizi per lo stoccaggio dei container negli hub di transhipment di proprietà, tra cui appunto Gioia Tauro, chiamato a fungere da deposito di container (esclusi i reefer e quelli contenenti merci pericolose).
Tutte queste attività non possono che riflettersi sui numeri fatti registrare a Gioia Tauro. Pensate che dall’inizio dell’anno, che definire «horribilis» è pressoché un eufemismo, sul principale porto di transhipment italiano è stata registrata una crescita del 52,5%. Certo, si tratta di un dato in buona parte condizionato dal fatto che lo scorso anno sulle banchine del porto stava scendendo il sipario, ma ciò è certo è che da quando MSC attraverso TiL ha acquisito il controllo totale di Medcenter Container Terminal S.p.A. e Gianluigi Aponte è entrato nel board della società, il vento è cambiato. E lo si coglie non soltanto nei dati di traffico riportati, ma anche nel conseguente andamento occupazionale, visto che non soltanto la società ha conservato tutti i dipendenti, senza ricorrere alla cassa integrazione, ma ne incrementerà addirittura il numero reintegrando i pochi addetti rimasti ancora alle dipendenze della Gioia Tauro Port Agency. Insomma, quest’anno a Gioia Tauro la bella stagione è arrivata in anticipo.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti