Veicoli - logistica - professione

Home Professione Leggi e politica Il 60% dei container in arrivo in Italia troverà aziende chiuse. Confetra: «Lasciamo aperti i magazzini»

Il 60% dei container in arrivo in Italia troverà aziende chiuse. Confetra: «Lasciamo aperti i magazzini»

-

Vi ricordate cosa è accaduto in Cina quando improvvisamente il paese si è fermato per quarantena? I container che giungevano da tutto il mondo improvvisamente sono rimasti lì senza che nessuno li aprisse o che, dopo averli svuotati, li rimettesse in circolo. Ora che è l’Italia a essere in quarantena, con molti settori produttivi cautelativamente chiusi (tranne una novantina circa) e il problema rischia di ribaltarsi, nel senso che nei prossimi giorni stanno giungendo dalla Cina, ma anche da altre parti del mondo un numero consistente di container destinato anche a quel 60% di aziende la cui produzione si è fermata da lunedì, così come deciso dal Decreto Legge del 23 marzo. Di conseguenza la domanda diventa: che ne sarà di quei container visto che chi deve riceverli in questo momento ha sospeso l’attività? Una possibile risposta a questa domanda la suggerisce Marco Migliorelli, vice presidente di Confetra (nonché spedizioniere del Porto di Ravenna), il quale rivolge al governo un appello affinché, a prescindere dalla sospensione della produzione, renda più chiaro «che i magazzini delle aziende tutte restano sempre aperti, per consentirci di consegnare la merce in entrata e trasportare fuori quella già prodotta. Lo scopo del Decreto è quello di sospendere la produzione per far diminuire il numero di persone per strada e in fabbrica. Va bene. Ma questa vicenda con la produzione non c’entra niente». Un’interpretazione del decreto secondo Migliorelli di assoluto buon senso, anche perché in caso contrario si corre «il serio rischio, entro un paio di settimane, di avere i nostri hub logistici – porti, interporti e cargo village degli aeroporti – completamente impraticabili e saturi di merce in giacenza». 
Per argomentare il suo appello Migliorelli ricorda che l’Italia movimenta 11 milioni di contenitori l’anno, 800 mila al mese, 200 mila a settimana. In pratica se il 60% di questi contenitori non riuscisse a raggiungere la sua destinazione finale avremmo 120 mila contenitori a settimana o 480 mila al mese praticamente in sospeso (senza considerare che discorso analogo vale per le rinfuse). «Dove li mettiamo?», si interroga provocatoriamente il vicepresidente di Confetra, anticipando comunque di aver avuto colloqui con terminalisti, spedizionieri, agenti marittimi, di averne discusso con il MIT e raccogliere domani il parere di Assoporti sul tema.

Redazione
Redazione
La redazione di Uomini e Trasporti