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Il governo conferna i 250 milioni, ma l’autotrasorto chiede nuove norme: il 3 novembre altro incontro

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È stato un incontro interlocutorio quello dei rappresentanti delle associazioni di categoria dell’autotrasporto con il capo di Gabinetto del ministero delle Infrastrutture, Mauro Bonaretti, e il sottosegretario Umberto Del Basso De Caro. Da parte del ministero, infatti, c’è stata la netta impressione che si volesse comprendere il livello di coesione della categoria e il contenuto di eventuali proposte condivise. Sul fronte delle risorse, infatti, lo stanziamento di 250 milioni all’interno della Legge di Stabilità è stato confermato, mentre sono da definire una serie di caselle rimaste vuote a livello normativo.

Ecco perché Unatras e Anita hanno giustamente deciso di presentarsi compatte e di consegnare agli uomini del governo un elenco di quelle che sono le priorità da affrontare. A margine hanno anche ribadito la partenza del database sulla regolarità delle imprese di autotrasporto il 16 novembre, mentre è stata soltanto accennata una soluzione rispetto alla reintroduzione dell’uso del contante per il pagamento dei servizi di trasporto fino a 3.000 euro. La proposta, ovviamente da verificare nelle dovute sedi, potrebbe essere quella di contenere questa somma, portandola intorno ai 500 euro, considerando pure che è abbastanza recente l’introduzione di un divieto assoluto di utilizzo di contanti per il settore dell’autotrasporto.

Da parte del governo, oltre a un interesse specifico rispetto alla tutela dell’ambiente e all’incremento della sicurezza stradale, c’è stato l’impegno di prendere in considerazione l’elenco delle proposte e di analizzarle insieme già la prossima settimana, in un incontro con le associazioni fissato per il 3 novembre.

Ricordiamo che tra le richieste avanzate nel documento presentato da Unatras e da Anita compaiono:

– il riconoscimento all’Albo del potere di escludere dal mercato le imprese irregolari e di estendere il requisito di regolarità anche all’ambito fiscale;

– l’introduzione dell’indeducibilità delle fatture se non pagate entro sessanta giorni dall’emissione;

– la garanzia della circolazione stradale anche in caso di precipitazioni nevose;

– la riduzione delle giornate di divieto di circolazione per i camion, in particolare di quelle non coincidenti con festività (sabati e domeniche);

– il rinnovo del parco veicolare ecologico, per lo sviluppo dell’intermodalità (semirimorchi, casse mobili e container) e per dispositivi aggiuntivi sui veicoli che riducono l’impatto ambientale, per almeno tre anni anche con misure di detassazione, da destinarsi a tutte le imprese a prescindere dalla loro caratteristica dimensionale;

– l’incentivazione dell’utilizzo del sistema intermodale;

– l’introduzione di una decontribuzione del costo del lavoro per gli autisti nei trasporti internazionali per porre freno alla delocalizzazione, incentivare il rientro delle flotte e rendere non più interessante la somministrazione transnazionale;

– attuare le direttive europee relative al distacco e alla somministrazione di autisti internazionali realizzando gli opportuni e previsti accordi tra gli Stati interessati.

In più, le associazioni dell’autotrasporto hanno anche richiesto l’esclusione delle imprese di autotrasporto e logistica dal contributo al funzionamento dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti, la cancellazione dell’assetto giuridico del SISTRI, una nuova sperimentazione del Progetto P18, estendendone la durata a 10 anni, per consentire l’ammortamento dei veicoli, la possibilità per i privati di effettuare la revisione dei mezzi pesanti tramite accreditamento rigoroso delle officine autorizzate.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti