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Il gruppo Traton mira a connettere 1 milione di veicoli nel 2025. Un miliardo di euro per digitalizzare il futuro

È la cifra che la società ha deciso di investire nei prossimi 5 anni nella ricerca e sviluppo della digitalizzazione dei suoi veicoli. Nel frattempo, i tre marchi del Gruppo – MAN, Scania e Volkswagen Caminhões e Ônibus – stanno sviluppando una piattaforma comune per la guida autonoma, dall’AXL Scania senza cabina ai mezzi automatici MAN del Porto di Amburgo

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Siamo nel 2025 e sulle strade europee girano più di un milione di camion connessi digitalmente tra loro, un immenso network telematico su ruote che si sposta in modo ottimizzato ed efficiente. No, non è l’inizio di un nuovo film di fantascienza, ma l’obiettivo che il Gruppo Traton –consociata di Volkswagen che riunisce sotto di sé i marchi MAN, Scania e Volkswagen Caminhões e Ônibus (VWCO) – si è posto sul breve periodo.

Per ottenerlo Traton ha deciso di investire oltre 1 miliardo di euro nei prossimi 5 anni in Ricerca & Sviluppo, concentrandosi sulle future innovazioni nella logistica, nella guida autonoma e soprattutto nella digitalizzazione dei veicoli. La realizzazione di piattaforme digitali comuni aiuterà i mezzi pesanti del Gruppo a essere più flessibili nel loro lavoro, migliorando così la gestione delle flotte e riducendo i costi.
In attesa di questa evoluzione, Traton sta però già lavorando a una piattaforma comune per la guida autonoma, con un certo numero di veicoli in prova o addirittura operativi. Un primo esempio è il concept automatico AXL Scania: privo della cabina di guida, è il successore del mezzo senza autista della casa svedese che dal 2018 è utilizzato in una miniera di Rio Tinto, in Australia. Inoltre, tra pochi mesi, MAN avvierà test su larga scala al Porto di Amburgo, dove i camion guideranno dall’autostrada fino ad alcune sezioni altamente automatizzate dell’infrastruttura portuale. All’arrivo, l’autista uscirà dal veicolo e il camion continuerà a guidare autonomamente fino al terminal container di Altenwerder, dove sarà scaricato in modo automatico per poi ritornare da solo al conducente. MAN sta attualmente simulando l’ambiente portuale e il collaudo del veicolo nel suo stabilimento di Monaco.

Il concept automatico AXL Scania: privo della cabina di guida, è il successore del mezzo senza autista della casa svedese che dal 2018 è utilizzato in una miniera di Rio Tinto, in Australia.

«Vogliamo entrare a tutta velocità nella corsia di sorpasso digitale trasformandoci da produttore di hardware a fornitore di software e servizi. Ciò è evidente anche dai quasi 2.000 ingegneri esperti di applicativi che già oggi lavorano per MAN, Scania e VWCO, il 30% di tutti gli ingegneri impiegati presso Traton»
Andreas Renschler, CEO di Traton

In attesa di questa evoluzione, Traton sta però già lavorando a una piattaforma comune per la guida autonoma, con un certo numero di veicoli in prova o addirittura operativi. Un primo esempio è il concept automatico AXL Scania: privo della cabina di guida, è il successore del mezzo senza autista della casa svedese che dal 2018 è utilizzato in una miniera di Rio Tinto, in Australia. Inoltre, tra pochi mesi, MAN avvierà test su larga scala al Porto di Amburgo, dove i camion guideranno dall’autostrada fino ad alcune sezioni altamente automatizzate dell’infrastruttura portuale. All’arrivo, l’autista uscirà dal veicolo e il camion continuerà a guidare autonomamente fino al terminal container di Altenwerder, dove sarà scaricato in modo automatico per poi ritornare da solo al conducente. MAN sta attualmente simulando l’ambiente portuale e il collaudo del veicolo nel suo stabilimento di Monaco.

Il numero di autocarri di Traton collegati in rete sta intanto crescendo rapidamente. Mentre alla fine del 2018 erano circa 450.000 i mezzi MAN e Scania connessi nel network, nel 2019 la cifra è salita a circa 600.000. Entro fine 2025, come detto, questo numero dovrebbe oltrepassare il milione di veicoli. Per quanto riguarda VWCO, ha cominciato anch’essa a equipaggiare i suoi camion con i software standard di connessione.

Tra poche settimane MAN avvierà test su larga scala al Porto di Amburgo, dove i camion guideranno dall’autostrada fino ad alcune sezioni altamente automatizzate dell’infrastruttura portuale. All’arrivo, l’autista uscirà dal veicolo e il camion continuerà a guidare autonomamente fino al terminal container di Altenwerder, dove sarà scaricato in modo automatico per poi ritornare da solo al conducente.

Secondo la società di consulenza Deloitte, il solo mercato telematico si espanderà a quasi 10 miliardi di euro nel 2026 (nel 2016 erano 2,3 miliardi). I vantaggi sono evidenti: una migliore disponibilità, una pianificazione del percorso più conveniente, la riduzione dei costi di manutenzione, i minori consumi di carburante – con benefici anche ambientali. I tre brand sviluppano soluzioni su misura, in stretta collaborazione con i clienti. Attualmente, i camion in Europa – a seconda delle stime – funzionano in media tra il 50% e il 60% della capacità di impiego, ma con soluzioni digitali intelligenti si potrebbero ridurre considerevolmente il numero di viaggi a vuoto o il sottoutilizzo di veicoli (e quindi anche le emissioni di CO2).

Supply chain

RIO, ANCHE LA LOGISTICA VOLKSWAGEN SCEGLIE LA STRADA DEL CLOUD

La digitalizzazione offre soluzioni anche per le supply chain delle consociate di Traton. MAN e Scania dal 2016 hanno investito decine di milioni di euro in società di software, come lo spedizioniere digitale Sennder. È invece notizia fresca quella dell’affidamento della logistica trasporti del Gruppo Volkswagen a Rio, piattaforma cloud sempre del Gruppo Traton, che oggi collega più di 115.000 camion. Una collaborazione che mira appunto a digitalizzare i processi della catena logistica VW.
Volkswagen Group Logistics (VGL) è una delle società tedesche di logistica con il fatturato più elevato. Solo in Europa coordina una media giornaliera di 18.000 trasporti su camion, utilizzando più di 150 spedizionieri.
In futuro, ogni camion che si appoggia a questa rete dovrà essere registrato nello stesso ambiente digitale, attraverso Rio e su cloud. VGL effettuerà così in modo più produttivo la fornitura di parti presso i siti del Gruppo e la consegna dei veicoli assemblati, monitorando le spedizioni e integrando i vari sistemi di raccolta e utilizzo dati per la gestione delle forniture, la fatturazione delle merci e il controllo dei container.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti