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L’enigma degli ingegneri scomparsi/18

Un feuilleton poliziesco

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L’ineffabile ispettore Tirr, caricò con cura certosina la pipa calabash, unico elemento che – soprattutto nei momenti di difficoltà – lo avvicinava a un investigatore. E il momento era davvero difficile: l’enigma che gli si parava davanti era quasi più intricato delle parole crociate facilitate con cui si cimentava da mesi. «Si tratta di una scomparsa», aveva denunciato l’uomo seduto di fronte a lui, nella disadorna stanza del commissariato dell’autotrasporto.

«Uomo o donna?», domandò l’incontestabile ispettore Tirr.

«Non saprei…», mormorò l’uomo, inducendo l’insospettabile ispettore Tirr ad alzare il sopracciglio destro in segno di perplessità. «In realtà», proseguì, «ne conosco solo il numero. E neanche quello esattamente». Il sopracciglio dell’insostituibile ispettore Tirr si sollevò ulteriormente, costringendo il suo interlocutore a precisare: «Duecentottanta, duecento, cinquanta, non saprei…»

Il denunciante, che si qualificò come un autotrasportatore in difficoltà, spiegò che la nuova Direttiva europea sulle revisioni – entrata in vigore nel 2017 – aveva messo in crisi il sistema: il personale della Motorizzazione era insufficiente a effettuare i nuovi, più approfonditi controlli e i tir erano costretti ad aspettare mesi e mesi. Nell’attesa, circolavano rischiando di subire pesanti multe e di creare pericoli nel traffico. «Ce ne vorrebbero 280, ma nella finanziaria 2018 il governo ce ne aveva promessi almeno 200 in tre anni, però ci sarebbe voluto un concorso per assumerli e non se ne è saputo più niente. Nella Finanziaria dell’anno dopo gli ingegneri da assumere erano scesi a 50, sempre attraverso regolare concorso e anche questo è svanito nel nulla».

«Ma non potevate chiedere di affidare le revisioni alle officine private?», domandò il vice ispettore Franco Fabbrica, che nel tempo libero faceva il camionista come secondo lavoro.
«Lo abbiamo chiesto», precisò l’uomo, «e abbiamo ottenuto anche questa alternativa (ma non per le merci pericolose né per quelle deperibili) dalla stessa legge finanziaria. Il governo aveva tre mesi per emanare le norme di attuazione, ma anche di queste non si ha notizia».

L’implacabile ispettore Tirr ebbe un gesto di amarezza. «Ho capito», esordì, scuotendo la cenere dal fornello della pipa. E dopo una breve pausa aggiunse, scuotendo la testa: «Non c’è niente da fare». «Dovete sapere», spiegò, «che tra il ministero delle Infrastrutture e quello dei Trasporti esiste un’intercapedine, stretta e profonda, dove finiscono molto spesso gli annunci del governo. Rovistando in mezzo a quella paccottiglia troverete un’infinità di promesse non mantenute, di impegni disattesi, di parole non rispettate. In quel buio e profondo cunicolo sono accatastate e aggrovigliate, l’una con l’altra la cancellazione dall’Albo delle imprese senza veicoli, la lotta all’abusivismo e al cabotaggio illegale, i controlli sui committenti, il gasolio professionale, il Fondo per il rinnovo del parco, gli investimenti in infrastrutture, il contrasto ai divieti unilaterali del Tirolo, la pubblicazione dei costi d’esercizio. In mezzo a questo polveroso bailamme, tra sedie sconnesse, scrivanie sgangherate, lampade cortocircuitate, qualche archivista dimenticato e qualche sottosegretario immarcescibile, sicuramente ci sono anche i decreti attuativi per le revisioni dei tir alle officine private e, soprattutto, gli ingegneri: 280, 200, 50? Nessuno potrà mai dirlo. Perché so, per esperienza diretta, che cercare di recuperare qualcosa da quell’anonima oscurità è come riconoscere una notizia vera su internet».

E l’inesprimibile ispettore Tirr con le labbra piegate dalla delusione, perduto nella memoria di un antico fallimento, abbassò il capo, prese la cartellina gialla intestata «Ingegneri scomparsi» e la consegnò mestamente ai suoi collaboratori perché la riportassero in archivio, dove avrebbe continuato a ingiallire in un mare di cartelline tutte desolatamente giallastre.

Questo racconto è frutto di fantasia. Ogni riferimento a persone o cose realmente esistenti è da ritenersi puramente casuale.