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Alla ricerca degli impegni perduti/22

Un feuilleton poliziesco

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ASCOLTA L’AUDIO DELLA PUNTATA DELL’ISPETTORE TIRR

L’ineffabile ispettore Guido Tirr, con aria infastidita, alzò gli occhi dal cruciverba («Parole crociate facilitate», c’era scritto in testa) che stava invano tentando di completare da una settimana e nascose rapidamente il fascicolo nel cassetto della scrivania. Poi si rimise tra i denti la sua amatissima pipa ricurva – unico elemento che lo accomunava a Sherlock Holmes – e rimbrottò il vice ispettore Franco Fabbrica che si era affacciato all’uscio: «Ti ho detto che non voglio essere disturbato quando mi concentro sui casi più difficili!»

Da quando – per assenza di «casi freddi» – era tornato a dirigere la sezione reati contro l’autotrasporto, l’insostenibile ispettore Tirr era particolarmente irritabile, per questo l’ispettore Fabbrica si limitò a ripetere: «C’è lui…», accennando alle proprie spalle.

«Lui chi?», replicò spazientito l’impraticabile ispettore Tirr.

«Lui… Il solito…» mormorò il vice ispettore e, a un cenno interrogativo del suo capo, pronunciò a voce bassa: «Quel rompiscatole di Italo Autotrasporto».

L’impareggiabile ispettore Tirr alzò gli occhi al cielo e un gemito di sconforto rivelò il motivo della sua irritazione per essere tornato al vecchio incarico.

Questa volta l’individuo nerboruto e tarchiato che tormentava da anni le tranquille giornate dell’incomparabile ispettore Tirr, impedendogli di risolvere i suoi cruciverba preferiti, voleva denunciare un furto, anzi una serie di furti: «Sono spariti quattro impegni», elencò: «la ripubblicazione dei costi minimi sul sito del ministero, il decreto per le revisioni anche dei rimorchi ai privati, il tavolo tecnico con l’Economia sui tempi di pagamento, il decreto per gli incentivi al rinnovo del parco…».

L’implacabile ispettore Tirr aguzzò lo sguardo: «Da dove sono spariti? Dov’erano l’ultima volta che li ha visti? E quando?».

«Erano tutti sull’ultimo protocollo d’intesa», risposte l’uomo. «Ed era il 19 novembre dello scorso anno». Fece una breve pausa: «D’altra parte non è la prima volta che impegni contenuti in un protocollo d’intesa dopo un po’ spariscano e né se ne trovi più traccia».

«Faccia una denuncia di smarrimento», lo liquidò l’inconcepibile ispettore Tirr, infilandosi di nuovo tra i denti la pipa calabash in segno di commiato.

«È la prassi», spiegò pazientemente l’altro vice ispettore, Franco Destino allo sconcertato denunziante. «Non possiamo parlare di furto finché non ne abbiamo le prove, ma per cercarle dobbiamo aprire una pratica…» e, preso sottobraccio il signor Autotrasporto, lo accompagnò in cancelleria per compilare il modulo prestampato.

Quando il vice ispettore Destino tornò con la pratica, l’inesorabile ispettore Tirr stava ancora tentando di risolvere il suo cruciverba. Nascose rapidamente il giornaletto (per precauzione ormai teneva il cassetto sempre aperto) e prese la cartellina gialla che il suo vice gli porgeva con gesto deferente. L’insostituibile ispettore Tirr lesse ad alta voce l’intestazione: «Denuncia di smarrimento di oggetti provenienti da un protocollo d’intesa», sfogliò qualche carta, strinse le labbra a culo di gallina e cominciò a muoverle in dentro e in fuori, poi aprì bocca: «Quattro impegni… Sei mesi fa l’ultima volta che li ha visti… Chissà dove li avrà ficcati… Vedrai che fra qualche tempo li ritroverà in fondo a qualche cassetto… Magari mescolati alla biancheria… Sotto qualche mutanda…».

Il vice ispettore Destino provò timidamente a osservare: «Tutti e quattro?».

L’impagabile ispettore Tirr non si lasciò scomporre e ribadì: «Tutti e quattro! E che adesso abbiamo il ladro seriale?». Poi chiudendo la cartellina rilesse l’intestazione: «Del resto qui c’è scritto ’Denuncia di smarrimento’». E ripeté, a rafforzare il concetto: «Smarrimento. Qui. Nero su bianco. Dunque è qualcosa che ha perso. Dove, lo sa solo lui» e impugnata la cartellina gialla intestata la consegnò al suo collaboratore perché la riportasse in archivio, dove avrebbe continuato a ingiallire in un mare di cartelline tutte desolatamente giallastre.