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La casa dell’ovale blu tra passato e futuro. Sic non transit gloria Ford

Il Transit, commerciale della casa americana divenuto un autentico brand nel brand, si conquista un posto nel paradiso dei veicoli storici, il salone Auto e Moto d’epoca alla Fiera di Padova. Un’occasione per riflettere sul suo passato, anche se la sua gloria è pronta a proiettarsi verso il futuro

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Nata come una mostra scambio tra collezionisti e appassionati di auto e moto d’epoca, l’appuntamento di Padova, giunto alla sua 36a edizione, tenutasi tra il 24 e 27 ottobre scorso, ha superato la soglia di 130.000 visitatori provenienti da tutto il mondo

Ford quest’anno ha partecipato ufficialmente all’evento per celebrare i 66 anni di produzione del proprio veicolo commerciale per antonomasia, il Transit. Un brand nel brand rivisitato guardando a ieri, oggi e domani.

Per giustificare un mito bisogna tornare agli albori, alla ricerca di una sorta di atto fondativo. È così che si scopre che, prima del Transit che tutti conosciamo, in Germania, nello stabilimento di Colonia-Niehl di proprietà della Ford-Werke, veniva prodotto il Ford FK 1.000, in seguito denominato Ford Taunus Transit, destinato al solo mercato tedesco. Questo furgone, grazie alle sue caratteristiche e, in particolare, all’ampia apertura del portellone posteriore, divenne il veicolo preferito dai Vigili del Fuoco e dagli operatori dei mezzi di soccorso. Un esemplare di questo tipo, perfettamente conservato, era esposto alla fiera di Padova.

Nello stesso periodo, sempre nei primi anni 50, la gamma veicoli commerciali di Ford in Europa prevedeva, oltre al Ford FK 1.000, anche il Thames 400E, prodotto nel Regno Unito e destinato a una parte dell’Europa continentale e alla Danimarca. Durò poco perché Ford Motor Company giudicò poco efficiente realizzare in modo parallelo modelli diversi e lanciò di tutta risposta il Progetto Redcap, vale a dire uno sviluppo congiunto di un unico veicolo da trasporto paneuropeo. È così che vide la luce il primo esemplare di Ford Transit progettato per il mercato europeo: era il 9 agosto 1965 quando uscì ufficialmente dalle linee di produzione della fabbrica di Langley, in Inghilterra.

Versatile, robusto e caratterizzato da un design accattivante, figlio dell’epoca soprattutto per quel muso prominente presente in tante auto americane dell’epoca, il Transit riscosse un immediato successo fra il pubblico, soprattutto giovane, affiancando un’altra icona Hippy di quegli anni, il Bulli Volkswagen, nato già da una quindicina di anni.
Intorno, in tutta Europa, dilagava il boom economico, i Beatles e i Rolling Stones si sfidavano a colpi di note nelle radio e nei jukebox, Mary Quant rivoluzionava il guardaroba delle ragazze con le prime vertiginose minigonne. E il Transit, in parallelo, conquistava le cronache di costume, divenendo l’accompagnatore ufficiale di molte band, quelle economiche, sostenendo il trasporto nel 1973 della ricostruzione di un dinosauro di 15 metri e 1,5 tonnellate dall’Inghilterra alla Scozia e, quelle di viaggi, grazie alla Hughes Overland Tours che organizzò a bordo del Transit un viaggio di 10 settimane per coprire i 16.000 km dall’Inghilterra all’Australia.

Gli anni Ottanta sono quelli delle imprese impossibili. Nel 1982 il furgone dell’ovale blu divenne protagonista del Portuguese Wolrd Tour affrontando il caldo e le dune del deserto del Sahara, mentre nel 1985 un cittadino di Siviglia, sorpreso da una tempesta di neve a 3.000 metri di altezza, abbandonò il suo Transit sotto 5 metri di neve e lo ritrovò, 6 mesi dopo il disgelo, ancora perfetto, pronto a ripartire e a tornare a casa.

Nel 2000 si vira sul tuning, con un esemplare unico, dotato di spoiler anteriore e posteriore, interni racing, cella di sicurezza e sedili in carbonio, in grado di raggiungere, grazie al motore 2.4, i 100 km/h in 8 secondi e una velocita massima di 210 km/h. La spettacolare livrea Martini ne completava l’identità.

Tutto ciò è sufficiente per comprendere il perché Marco Alù Saffi, direttore Relazioni Esterne Ford Italia, sostiene che «i veicoli commerciali della famiglia Transit rivestono, da sempre, un importante ruolo nel lavoro e nella vita di milioni di clienti Ford in tutto il mondo. Dal settore delle costruzioni a quello delle consegne, senza dimenticare gli allestimenti speciali, i Transit rappresentano la soluzione ideale per chi ha bisogno di un mezzo di lavoro robusto, versatile e affidabile».

CRONOTRANSIT

Primi anni 50: in Germania, nello stabilimento di Colonia-Niehl della Ford-Werke, viene prodotto il Ford FK 1.000, poi denominato Ford Taunus Transit. A Padova era rappresentato da questo esemplare utilizzato dai Vigili del Fuoco.

1965: il primo Ford Transit assume un design fortemente identitario, con un frontale dal muso prominente.

Primi anni 50: in Germania, nello stabilimento di Colonia-Niehl della Ford-Werke, viene prodotto il Ford FK 1.000, poi denominato Ford Taunus Transit. A Padova era rappresentato da questo esemplare utilizzato dai Vigili del Fuoco.

Primi anni 70: la Hughes Overland Tours, agenzia inglese di viaggi-avventura, organizza un tour di 10 settimane e 16.000 km dall’Inghilterra all’Australia a bordo di un Ford Transit Custom, passo lungo, ruote gemellate.

1982: il Transit è il protagonista di un’avventura organizzata dal Portuguese Wolrd Tour attraverso le dune del deserto del Sahara.

2000: un Ford Transit in livrea Martini Racing viene prodotto in esemplare unico, dotato di spoiler anteriore e posteriore, interni racing, roll-bar e sedili in carbonio. Il motore 2.4 gli consentiva di raggiungere i 100 km/h in 8 secondi e una velocita di 210 km/h.

2020: il Ford Transit Custom Plug-In Hybrid, il primo veicolo commerciale a poter viaggiare per 56 km in modalità 100% elettrica ma anche a raggiungere i 500 km di autonomia grazie a un motore Ecoboost a benzina, viene eletto Van dell’anno.

Oggi l’evoluzione del mitico furgone prosegue con l’introduzione di tecnologie innovative di sicurezza e assistenza alla guida e le prime versioni con motori elettrificati.

Arriviamo così al Tourneo Custom Plug-In Hybrid presentato, in anteprima nazionale, al Salone di Padova e meno di un mese dopo eletto Van dell’anno 2020 con cui Ford ha intrapreso un processo di elettrificazione graduale della gamma dei veicoli commerciali «con l’obiettivo – specifica Saffi – di garantire soluzioni ecosostenibili che permettano alle aziende di continuare a lavorare con efficienza». Un esempio in tal senso è l’introduzione della tecnologia Plug-In Hybrid sulla gamma Custom che consente di «percorrere oltre 50 km a zero emissioni senza l’ansia della ricarica e un’autonomia estesa oltre 500 km grazie al motore EcoBoost per un’elettrificazione senza compromessi».