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La settima edizione delle Giornate Italiane del Sollevamento. Bracci al cielo

Dal 3 al 5 ottobre alla Fiera di Piacenza è andato in onda l’unico evento italiano dedicato esclusivamente ai produttori di equipaggiamento per sollevare merci e ai veicoli per l’autotrasporto eccezionale. Ecco una panoramica sulle soluzioni più interessanti, tra cui spicca quella frutto della collaborazione Fassi-Volvo Trucks

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Chi ha viaggiato dal 3 al 5 ottobre lungo il tratto piacentino dell’autostrada A1 ha sicuramente notato la selva di gru e piattaforme che si ergeva dalla Fiera di Piacenza, che si affaccia al lato della sede autostradale. Era lo spettacolo offerto dalla settima edizione della Giornate Italiane del Sollevamento, unico evento italiano dedicato esclusivamente ai produttori di equipaggiamenti per sollevare le merci e ai veicoli per l’autotrasporto eccezionale. Nonostante sia una nicchia, questa edizione ha raccolto ben quattrocento espositori provenienti da tutto il mondo, Cina compresa, e 11mila visitatori. Cifre considerate dagli organizzatori un record e che mostrano la costante crescita della manifestazione. Ma cosa c’era sotto la selva dei bracci idraulici? Decisamente molto, anche in termini di varietà di prodotti esposti, che spaziavano dai transpallet alle gru stradali da 108 tonnellate. Pur non avendo esposto direttamente i costruttori di veicoli industriali, i camion erano parecchi, dai commerciali leggeri con gru e piattaforme elevatrici a motrici a quattro assi con imponenti gru retrocabina.

AVANTI E INDIETRO, TELECOMANDATO

Tra questi ultimi spiccava una novità assoluta realizzata in collaborazione tra Fassi Gru e Volvo Trucks Italia (1). Al primo sguardo sembrava un normale Volvo FH 500 8×2 allestito con gru Fassi F820RA.2.27 L426, ma quando il veicolo si muoveva in un’area dedicata dello stand Fassi spiccava l’innovazione, perché il camion manovrava in avanti e in retromarcia senza autista. Non ha però la guida autonoma, ma la possibilità di essere telecomandato tramite il radiocomando della gru da un operatore a terra. Questa nuova tecnologia si chiama Drive by Fassi e connette il radiocomando Fassi V7 con l’interfaccia Volvo Exter. Grazie a questo sistema, con lo stesso apparecchio l’operatore può spostare il camion, metterlo nell’esatta posizione di lavoro, aprire la gru e usarla per lavorare.

LE GRU MOBILI FINO A 108 TONNELLATE

Dimensioni ben più grandi hanno le gru mobili, che possono raggiungere una massa complessiva di 108 tonnellate. Queste macchine sono state citate nel convegno sulle infrastrutture organizzato dall’associazione dei trasporti eccezionali Anna, perché i loro costruttori chiedono una normativa specifica per la circolazione. Oggi, infatti, sono considerati veicoli speciali e per circolare sottostanno alle stesse norme dei trasporti eccezionali, anche se non portano merci e viaggiano poco sulle strade pubbliche. Una situazione che impone agli operatori costi elevati e grandi limiti operativi. Nel convegno, Mario Lombisani della Liebherr Italia ha chiesto di equiparare le procedure di omologazione italiane a quelle degli altri Paesi europei e di dedicare un capitolo del Codice della Strada alle gru mobili, distinguendole nettamente dai veicoli industriali per quanto riguarda le norme di eccezionalità. Il costruttore tedesco ha portato al Gis tre modelli, tra cui quello a cinque assi LTM 1230-5.1, presentato lo scorso anno, il cui braccio può raggiungere un’altezza di 111 metri. Un’altra novità nelle gru mobili era colorata di verde, che è la livrea del produttore cinese Zoomlion, che ha scelto il Gis per esordire nel mercato italiano del sollevamento. Lo ha fatto con due gru mobili a tre assi (2), la più grande delle quali può sollevare una massa di 100 tonnellate e ha uno sbraccio massimo di 57 metri. Zoomlion entra anche nell’intralogistica con una gamma completa di sollevatori che comprende transpallet da una tonnellata e mezzo, stoccatori e carrelli elevatori da tre tonnellate. Ricordiamo che la società cinese è già presente in Italia dopo l’acquisizione della Cifa, che produce autobetoniere.

I RETRATTILI ELETTRICI DI CROWN E IL CARROPONTE DI COMBILIFT

Questa edizione del Gis ha interessato anche altri produttori di carrelli elevatori, tra cui Crown, che proprio a Piacenza ha svelato in Italia la nuova gamma di retrattili elettrici ESR 1000, con portata di due tonnellate e altezza fino a 13 metri (3). Restando nell’ambito della movimentazione in aree chiuse, nella selva delle gru spiccava il carroponte gommato Combilift Straddle Carrier, portato in Italia da Euro Assistance Group. Questo veicolo può sollevare fino a 5,165 metri (che diventano 6,725 metri nella versione telescopica) carichi pesanti fino a 80 tonnellate e lunghi fino a quasi dieci metri, compresi container, a una velocità massima di 10 km/h (4).

IL SEMIRIMORCHIO S4L DI DOLL

(5) Multitrax Doll S4L

A Piacenza era esposta anche un’ampia gamma di semirimorchi che, pur muovendosi solamente in orizzontale, possono trasportare macchinari per il sollevamento o carichi eccezionali destinati agli impianti dove operano le gru mobili. Gran parte dei modelli esposti è destinata al trasporto eccezionale in peso o dimensioni. Anche in questo ambito abbiamo visto nuovi marchi per il mercato italiano. Multitrax importa la tedesca Doll, facendola esordire a Piacenza con il semirimorchio S4L, un collo d’oca a quattro assi lungo 13.600 mm, con il terzo e quarto autosterzanti (5). Seppur nuovo per il mercato italiano, il marchio Doll è ben conosciuto in Germania, dove l’omonima famiglia ha fondato l’azienda nel 1878. Questo veicolo viene offerto a noleggio nella gamma di veicoli speciali dell’importatore italiano. Invece dalla Turchia arrivano i semirimorchi a due e tre assi della Yalcin Trailer specializzati nel trasporto di macchine operatrici.

Redazione
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La redazione di Uomini e Trasporti